Sabato, 16 Ottobre 2021
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Il campo profughi 2.0 voluto dall'Ue che non piace alle Ong (e inaugurato tra le fiamme)

Wifi, aria condizionata e campi sportivi a disposizione dei migranti, ma anche filo spinato e uscite controllate. A Samos il nuovo modello europeo di gestione dei richiedenti asilo

Wifi, aria condizionata e campi sportivi, ma anche filo spinato, cancelli sbarrati alle otto di sera e controlli intransigenti. Continua a far discutere il nuovo campo ‘chiuso’ inaugurato nell’isola greca di Samos e che ospita già oltre 300 richiedenti asilo. La nuova struttura, finanziata con fondi Ue, accoglierà i migranti che vivevano nel campo alle porte della cittadina di Vathy, inghiottito dalle fiamme durante la notte, poche ore dopo la partenza dei profughi. 

La vecchia struttura, una bidonville fatiscente con una capacità di 680 persone, era arrivata a ospitare quasi 7mila migranti all’apice della crisi migratoria tra il 2015 e il 2016. Ma nonostante gli indubbi passi in avanti dal punto di vista igienico-sanitario fatti con la nuova struttura, le organizzazioni umanitarie che si occupano dei richiedenti asilo non sembrano per nulla soddisfatte del campo 2.0. 

Il complesso, ha riportato l’agenzia di stampa francese Afp, è circondato dal filo spinato, sorvegliato da telecamere e dotato di metal detector agli ingressi. Ai migranti viene rilasciato un badge elettronico che consente loro di entrare e uscire dal campo, ma solo dalle otto del mattino alle otto di sera. “Anche se il filo spinato che circonda il nuovo centro è tirato a lucido, non si può parlare di alcun cambiamento o tantomeno miglioramento”, è stato il commento di Medici senza frontiere. Oltre al controllo nei confronti dei migranti ospitati nel centro, le ong ne hanno criticato anche l’ubicazione, lontana dalle zone in cui vivono i residenti dell’isola. “Definito un passo in avanti dai leader europei e greci, in realtà questo nuovo centro serve solo a disumanizzare e marginalizzare ulteriormente i richiedenti asilo in Europa”, ha aggiunto l’organizzazione umanitaria. 

Le polemiche con le autorità greche hanno presto coinvolto anche Bruxelles, che ha investito in totale 276 milioni di euro nella costruzione dei campi 2.0 in cinque isole greche. Oltre alla struttura di Samos, la Commissione europea ha finanziato la realizzazione dei campi di Leros, Chios, Lesbo e Kos. Una conferma che quanto visto a Samos rappresenta il nuovo modello gestione dei migranti appena arrivati nell’Unione europea.

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