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Domenica, 28 Novembre 2021
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Manca manodopera per Brexit e Covid, e le imprese chiedono di poter usare i detenuti

Nel Regno Unito la più colpita è l'industria della lavorazione della carne ma ci sono problemi anche nel settore delle consegne e nella ristorazione in generale. "Il governo chiede di dare priorità ai britannici, ma non ci sono abbastanza persone disposta a fare questi lavori"

Il doppio colpo all'economia arrivato dalla Brexit e dalla pandemia di coronavirus sta creando una mancanza di manodopera in diversi settori dell'economia del Regno Unito, e ora le imprese disperate stanno chiedendo di poter utilizzare i detenuti per far fronte alla carenza di lavoratori. È soprattutto l'industria della lavorazione della carne in forte difficoltà, e per questo i rappresentanti del settore hanno chiesto un intervento del governo di Boris Johnson.

La Association of Independent Meat Suppliers, che rappresenta macellai, macelli e trasformatori, ha ottenuto un incontro con il Ministero della Giustizia per discutere di un modo per fare sì che i suoi membri possano reclutare più detenuti ed ex-detenuti nelle proprie aziende. "Gran parte dell'industria alimentare sta affrontando una crisi di reclutamento", ha affermato Tony Goodger, uno dei portavoce dell'associazione, spiegando che alcuni dei membri hanno già assunto alcuni detenuti che sono nel programma di licenza temporanea e che li hanno trovati una risorsa. “Il consiglio che abbiamo ricevuto dal Ministero degli Interni è che la forza lavoro nazionale del Regno Unito dovrebbe avere la priorità. Per quanto noi e molti dei membri ci abbiamo provato, trovare personale a sufficienza rimane una sfida”. Come riporta il Guardian ad esempio la prigione HMP Hollesley Bay nel Suffolk, ha dovuto rifiutare molte delle richieste ricevute. "Abbiamo raggiunto la nostra quota massima e non ci è permesso far uscire altri carcerati per farli andare a lavorare", è stata la spiegazione data.

La speranza è che Londra intervenga aumentando le possibilità di utilizzare il programma che permette ad alcuni detenuti di uscire durante il giorno per recarsi al lavoro. Il problema aggiuntivo è che il regime di rilascio giornaliero dei prigionieri è stato ridotto durante la pandemia, per ridurre le possibilità di contagio, e solo alcune carceri lo hanno reintrodotto negli ultimi mesi. Come sottolinea il giornale britannico la mancanza di lavoratori non riguarda solo la produzione alimentare: una carenza di circa 90mila autisti di mezzi pesanti sta causando problemi di approvvigionamento nei supermercati.

Molto colpito anche il settore dell'ospitalità, che sta anche lottando per reclutare personale sufficiente viste anche le assenze causate dal Covid-19 dovuto alla necessità di isolarsi per i malati e le persone entrate in contatto con loro, che complicano una situazione di difficoltà dovuta al divorzio dall'Unione europea. La scorsa settimana la catena Nando's ha dovuto chiudere un decimo dei suoi ristoranti a causa della carenza di pollo. Il British Poultry Council ha avvertito che un posto di lavoro su sei – quasi 7mila operai – è rimasto vacante a causa del ritorno a casa dei lavoratori europei e che la situazione potrebbe colpire la fornitura di tacchino questo Natale.

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