rotate-mobile
Giovedì, 27 Gennaio 2022
Partygate / Regno Unito

L'ultima 'bravata' di Johnson gli costa caro, il premier ora è in caduta libera

In passato i britannici gli hanno perdonato di tutto, ma il fatto che abbia partecipato a una festa mentre tutti erano chiusi in casa durante il primo lockdown sta facendo crollare il supporto del suo stesso partito e della stampa amica

Il Partygate sta facendo per la prima volta traballare seriamente la poltrona di Boris Johnson. Il fatto che nel maggio del 2020, nel pieno del primo lockdown, avrebbe partecipato a una festa con almeno 40 invitati, in barba a tutte le regole per fermare l'avanzata del coronavirus, non è andato giù ai suoi concittadini.

Il premier britannico è famoso per le sue 'bravate' e per i suoi comportamenti spesso stravaganti. Molti britannici lo amano e lo chiamano confidenzialmente BoJo (come un tempo in Italia si faceva con Berlusconi che i suoi sostenitori chiamavano solo Silvio) perché lo considerano un “uomo del popolo”, una persona con cui andrebbero al pub, nonostante del popolo abbia ben poco essendo da sempre benestante e amante della bella vita. Di lui apprezzano le capacità di leadership e il fatto che sia capace di raggiungere solitamente, in un modo o nell'altro, gli obiettivi che si prefissa. E per questo finora gliene hanno fatto passare lisce molte. Ha lasciato moglie e figli per mettersi con la sua ex assistente, Carrie Symonds, che ha 24 anni meno di lui (e già prima non era stato il più fedele dei mariti). Si è scoperto che quando era sindaco di Londra ha dato un appalto a una donna con cui aveva una relazione. Ha usato una donazione poco chiara da parte di un sostenitore del suo partito per ristrutturare l'appartamento di Downing Street, per avere una casa più confortevole in cui vivere con la sua nuova moglie. Tutte queste cose sono passate in cavalleria, il suo consenso nel partito, e nel Paese, è stato intaccato solo in maniera relativa.

Ma adesso che si è scoperto che mentre la nazione era nel primo lockdown, terrorizzata per quello che stava accadendo, con tante persone intubate e altre che morivano lasciando i propri cari nella disperazione, lui partecipava a una festa con decine di invitati, in barba delle regole da lui stesso decise per fermare l'avanzata del Covid-19. Nel Regno Unito non si accetta che un potente si comporti come il Marchese del Grillo, che violava le regole imposte al popolo e con orgoglio rivendicava “io so io e voi non siete un cazzo”. I britannici pretendono correttezza dai loro leader. E così ora gli stessi deputati conservatori sono in rivolta contro il premier, e anche la stampa che lo ha sempre sostenuto sembra pronta a voltargli le spalle.

“Johnson sta perdendo il supporto dei Tory”, ha scritto a caratteri cubitali il suo Telegraph, giornale per cui ha scritto e che interpreta bene gli umori del partito. Il tabloid Sun lo ha accusato di nascondersi e il Daily Mail si è chiesto: “La festa è finita per il premier?”. A difenderlo è rimasto solo l'irriducibile Daily Express che ha titolato: “Sta vincendo la guerra al Covid, ha sistemato la Brexit. Non bruciare tutto adesso”.

Gli attacchi più duri sono arrivati oggi in Aula, con le forze di opposizione che hanno chiesto a gran voce le sue dimissioni, richieste che sono diventate più insistenti dopo le sue goffe scuse. “Chiedo scusa, non sapevo fosse una festa”, e "credevo implicitamente che si trattasse di un evento di lavoro”, ha addirittura detto scatenando l'ilarità e la rabbia generale. “Il comportamento del primo ministro è stato patetico, ridicolo, incredibile, mentre tutto il resto del Paese soffriva in isolamento e non poteva andare a trovare nemmeno i propri familiari terminali o malati in ospedale. Si dimetta subito”, ha chiesto il leader laburista Keir Starmer, definendo il premier “un uomo senza vergogna”, e anche “un bugiardo seriale che oramai ha perso il controllo”, e che “non può rimanere al suo posto”.

Ma più pericolosa per BoJo è la rivolta dei suoi, che al momento resta in gran parte silenziosa, ma in tanti cominciano a chiedere apertamente la sua testa anche tra i suoi stessi ranghi. L'ultima e più pesante voce è stata quella di Douglas Ross, il leader dei Conservatori in Scozia. “Purtroppo devo dire che la sua posizione non è più sostenibile”, ha detto parlando con i media. BoJo adesso è davvero in un angolo anche se in passato ha dimostrato di saper uscire da situazioni difficili. Ma dovrà inventare qualcosa di meglio che delle scuse patetiche e raffazzonate.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L'ultima 'bravata' di Johnson gli costa caro, il premier ora è in caduta libera

Today è in caricamento