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Sabato, 22 Giugno 2024
La crisi / Ucraina

L'Ucraina denuncia: "Bombardato un asilo in Donbass, Russia viola accordi"

Secondo Kiev, i separatisti filorussi avrebbe attaccatto un villaggio nella regione contesa. Mosca: "Situazione potrebbe incendiarsi in ogni momento"

Da giorni, gli esperti temono che un incidente nel Donbass, la regione ucraina contesa tra Kiev e Mosca, possa far scoppiare il conflitto. L'incidente ancora non si è verificato, ma forse ci si è andati vicini. "Il villaggio ucraino di Stanytsia Luhanska è stato bombardato con armi pesanti dal territorio occupato del Donbass (dai separatisti filorussi, ndr). Sono state danneggiate infrastrutture civili", ha reso noto su Twitter Dmytro Kuleba, ministro degli Esteri ucraino. Per Kiev, la mano di Mosca sarebbe evidente: "Chiediamo a tutti i partner - ha aggiunto - di condannare rapidamente questa grave violazione degli accordi di Minsk da parte della Russia in una situazione di sicurezza già tesa".

A quanto si è appreso nelle ore successive, ad essere bombardato è stato un asilo: per fortuna, i bambini e il personale sono stati immediatamente evacuati. Ci sarebbere comunque alcuni feriti tra gli operai che stavano eseguendo dei lavori nelle vicinanze della struttura. Nel cannoneggiamento, secondo Kiev, sono state danneggiate anche le infrastrutture comunali e metà della cittadina è rimasta senza elettricità.

Dal Cremlino, arriva però un'altra versione: le "provocazioni" delle forze ucraine nel Donbass "si sono intensificate nelle ultime 24 ore" e la Russia ritiene che la situazione ai suoi confini potrebbe "incendiarsi in ogni momento", ha avvertito il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dalla Tass. Quale che sia la verità, è indubbio che quanto accadrà nelle prossime ore nella regione ucraina contesa potrebbe avere effetti profondi sulla crisi internazionale intorno all'Ucraina. 

"Secondo le nostre stime, quello che sta accadendo in Donbass è un genocidio", aveva detto Vladimir Putin mertedì al termine dell'incontro con il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Poche ore prima, la Duma, la Camera bassa russa, aveva inoltrato allo stesso Putin la richiesta formale di riconoscere le autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk, nel Donbass, controllate dagli ucraini filorussi (con il supporto esterno di Mosca, secondo Kiev) e al centro di una vera e propria guerra civile che secondo l'Onu avrebbe fatto migliaia di morti dal 2014 a oggi. La richiesta è stata subito condannata dall'Ue per voce dell'Alto rappresentante Josep Borrell: "Questo riconoscimento sarebbe una chiara violazione degli accordi di Minsk", ha detto, facendo riferimento agli accordi concordati otto anni fa da Germania, Francia, Ucraina e Russia (il cosiddetto "formato Normandia").

Quegli accordi non sono mai stati rispettati, a partire dal punto 1, ossia il cessate il fuoco proprio nel Donbass. Mosca e Kiev si sono accusate reciprocamente, e adesso la vicenda potrebbe diventare il nuovo nodo da sciogliere per placare davvero le tensioni tra Russia e Occidente. "Dare seguito alla mozione della Duma per il riconoscimento dell'indipendenza" delle repubbliche separatiste di Lugansk e Donetsk, nel Donbass, significherebbe "mettere fine al processo di Minsk, sarebbe una catastrofe politica", ha avvertito anche Scholz, finora il leader occidentale che più di tutti sta usando tono morbidi con Mosca.

Anche oggi Scholz ha provato a fare l'equilibrista tra le accuse di Usa e Nato, che sostengono che l'annunciato ritiro delle truppe russe da parte di Putin sia in reltà una farsa, e quelle della Russia. La situazione "alle frontiere russo-ucraina" è estremamente grave e non è stato ancora osservato un ritiro delle truppe russe", ma "accogliamo con favore il segnale dalla Russia di continuare con la diplomazia. Ora servono azioni concrete", ha scritto Scholz in un tweet pubblicato poco prima del suo arrivo a Bruxelles al vertice straordinario dell'Ue sulla crisi russo-ucraina. Ieri notte il cancelliere ha avuto una telefonata con il presidente americano, Joe Biden, con il quale ha fatto il punto della situazione alla vigilia dell'incontro con i leader europei..

Mosca dal canto suo prosegue con gli annunci, sostenendo di aver avviato il ritiro delle sue forze dalla Crimea con un treno dell'esercito. "Le unità del Distretto Federale Meridionale, che hanno completato la loro partecipazione alle manovre tattiche nelle basi della penisola di Crimea, stanno tornando alle loro basi su rotaia", ha reso noto il ministero della Difesa russo alle agenzie russe, mostrando le immagini di un treno carico di camion militari che attraversa il ponte che collega la Crimea al territorio russo.

Il premier britannico Boris Johnson esprime tuttavia diffidenza, e tornando su quanto successo a Stanytsia Luhanska, ha parlato di una "operazione sotto falsa bandiera messa a punto per screditare gli ucraini, per creare il pretesto, per una azione russa". "Temiamo molto che nei prossimi giorni vedremo molte di queste operazioni", ha aggiunto. "Nei giorni scorsi, il presidente Putin senza nessuna base oggettiva ha accusato l'Ucraina di commettere genocidio in Donbass" ricordano le fonti, citando quanto detto dal presidente russo durante la conferenza stampa con Olaf Scholz. "E la notte scorsa membri dell'ambasciata russa all'Onu hanno fatto circolare un documento che, sulla base di un'inchiesta congiunta del governo russo e Rt, denuncia che crimini di guerra sarebbero stati commessi nell'est dell'Ucraina", aggiunge il funzionario affermando che "ognuna di queste accuse è falsa". "Mi aspetto che sentiremo ripetere queste accuse oggi dai russi e mi aspetto altre notizie del genere nei prossimi giorni sui media russi", ha concluso Johnson.

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