Senza elettricità per 3 ore al giorno, il Belgio fa i conti con la carenza di energia nucleare

Solo uno dei sette reattori presenti sul territorio rimarrà attivo a novembre. E il governo, oltre a chiedere l’aiuto dei Paesi confinanti, valuta di staccare la luce per una parte della giornata

Foto Ansa EPA/THAIS LLORCA

Il Belgio rischia di rimanere al buio quest’inverno. Il Paese potrebbe avere problemi nell’approvvigionamento elettrico in seguito a dei lavori di manutenzione delle sue centrali nucleari. Dal 20 ottobre al 29 novembre solo uno dei sette reattori attivi sul territorio nazionale sarà in funzione. Nell’impianto di Doel i reattori 1 e 2 saranno chiusi per problemi di tubazioni e in quello di Tihange il reattore 1 per manutenzioni e quelli 2 e 3 a causa di anomalie.

La ministra dell'Energia, la liberale Marie-Christine Marghem, nel difendersi dalle critiche ha affermato che la Electrabel, azienda che gestisce gli impianti, e’ "interamente responsabile" del problema, accusandola di "non aver programmato il lavoro di manutenzione in modo sufficientemente intelligente per poter assicurare una produzione sufficiente all'inizio dell'inverno". Più della metà dell'elettricità prodotta in Belgio proviene dal nucleare e il caso riapre il dibattito sulla possibilità di aumentare lo sfruttamento di alcuni reattori che però sono molto vecchi e ritenuti da più parti pericolosi. “Ho chiamato i miei colleghi tedeschi, olandesi e francesi e tutti e tre ovviamente hanno accettato di aiutarci", ha annunciato il ministro che si e’ però rifiutata di quantificare i bisogni energetici del Paese a novembre.

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