“Basta pressioni, per il vaccino anti-Covid ci vuole tempo”, big del farmaco contro le ingerenze politiche

AstraZeneca avrebbe sospeso le sperimentazioni dopo "un'inspiegabile malattia" riscontrata su un partecipante ai test. E l'Oms avverte: "Vaccinazione diffusa solo a metà 2021"

È impossibile dire esattamente quando il vaccino contro il Covid-19 sarà approvato e distribuito. Il messaggio arriva forte e chiaro dalla Federazione europea delle industrie e associazioni farmaceutiche, la lobby che riunisce tutti i big del settore, i quali chiedono più tempo e meno proclami per portare a termine in sicurezza la sperimentazione. Uno stop alle promesse arrivate dai politici negli ultimi giorni, dopo che anche l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha affermato la scorsa settimana che non prevede alcuna vaccinazione diffusa contro il coronavirus fino a metà 2021.

L'avvertimento

Nathalie Moll, direttrice generale della Federazione europea delle industrie e associazioni farmaceutiche, mette le mani avanti: “Comprendiamo e condividiamo davvero la speranza e il desiderio di tutti per arrivare rapidamente a un vaccino, ma ciò non può essere fatto a scapito della sicurezza”. In un'intervista al canale televisivo greco Mega, la Moll ha decisamente smorzato le aspettative di chi assicura la distribuzione delle dosi entro novembre. “Molte cose sono state dette da tante persone”, ma ha chiesto alle parti in causa di “attenersi agli annunci ufficiali piuttosto che alle voci”. Per la Moll è importante “assicurarci di aver eseguito tutti i test di sicurezza ed efficacia di cui abbiamo bisogno per avere assoluta fiducia nel vaccino”.

I candidati

Già, i test. Perché al netto dei proclami, sarà solo dai risultati della sperimentazione che si capirà se almeno uno dei 140 vaccini candidati in fase di sviluppo potrà mettere l’umanità al sicuro dalla pandemia. E proprio nelle ultime ore si apprende che le sperimentazioni di uno dei candidati più promettenti, quelle dell'impresa AstraZeneca, sarebbero state sospese dopo “una malattia potenzialmente inspiegabile” riscontrata su un partecipante alle sperimentazioni.

Il vaccino russo

Finora, la Russia è stata l’unico Paese al mondo a registrare un vaccino anti-Covid per uso locale. La scorsa settimana, gli scienziati russi hanno pubblicato il primo rapporto sulla somministrazione, nel quale si sostiene che i primi test hanno mostrato segni di una risposta immunitaria. “Le nostre aziende si sentirebbero a proprio agio nel mettere qualcosa sul mercato solo se approvato dall'Agenzia europea dei medicinali”, precisa la Moll sul vaccino russo, approvato finora dalle sole autorità di Mosca.

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