Bankitalia: “Saremmo più poveri se facessimo dell'Ue un avversario”

Il governatore Visco: “La debolezza dell'Italia non dipende dall'euro. L'appartenenza all'Unione fondamentale per tornare su un sentiero di sviluppo”

Ignazio Visco ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

L'Italia deve capire che se facesse dell'Unione europea un avversario “saremmo più poveri”, perché la debolezza economica del Paese “non dipende dall'euro”. È il monito lanciato dal governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, nelle sue Considerazioni finali, che accompagnano la Relazione annuale dell'istituto per il 2018. "La debolezza della crescita dell'Italia negli ultimi vent'anni non è dipesa né dall'Unione europea né dall'euro; quasi tutti gli altri Stati membri hanno fatto meglio di noi. Quelli che oggi sono talvolta percepiti come costi dell'appartenenza all'area dell'euro sono, in realtà, il frutto del ritardo con cui il Paese ha reagito al cambiamento tecnologico e all'apertura dei mercati a livello globale", afferma Visco.

Per il governatore "la specializzazione produttiva in settori maturi ha esposto l'economia alla concorrenza di prezzo di quelle emergenti. Le esitazioni nel processo di riduzione degli squilibri nei conti pubblici hanno compresso i margini per le politiche volte alla stabilizzazione macroeconomica e a innalzare durevolmente la crescita”, o ora “sta a noi maturare la consapevolezza dei problemi e affrontarli, anche con l'aiuto degli strumenti europei. Altri hanno saputo farlo in modo efficace". "L'appartenenza all'Unione europea è fondamentale per tornare su un sentiero di sviluppo stabile: è il modo che abbiamo per rispondere alle sfide globali poste dall'integrazione dei mercati, dalla tecnologia, dai cambiamenti geopolitici, dai flussi migratori", ha sottolineato il governatore.

"La crescita istituzionale dell'Europa ha accompagnato quella economica di tutti i paesi del continente: ha aperto un mercato più ampio alle imprese e ai consumatori, reso disponibili maggiori fondi a sostegno delle aree svantaggiate, facilitato la cooperazione in campi strategici, garantito un quadro di stabilità monetaria. Saremmo stati più poveri senza l'Europa; lo diventeremmo se dovessimo farne un avversario", ha poi ammonito.

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