Nell'alleanza Ue per l'idrogeno pulito anche i big del fossile, la denuncia degli ambientalisti

Bruxelles scommetterà sulla nuova fonte energetica nella speranza di raggiungere tecnologie all'avanguardia e decarbonizzare l'industria. Polemiche sulla presenza di Shell e altre multinazionali nel Cda

In materia energetica, la Commissione europea intende scommettere su un futuro a idrogeno. Lo si apprende da un piano che l’esecutivo europeo presenterà mercoledì, ma i cui dettagli sono stati anticipati da alcune testate europee. La proposta parte dalla nascita di una nuova “alleanza” industriale finalizzata allo sviluppo più rapido delle nuove tecnologie energetiche, sulle quali Bruxelles non intende dover rincorrere le altre superpotenze.

L'Alleanza con l'industria

Annunciata a marzo come parte della nuova politica industriale della Commissione Ue, l'alleanza mira a riunire le istituzioni comunitarie, i Governi nazionali e i rappresentanti del settore al fine di creare una catena del valore dell'idrogeno in Europa. “L’Alleanza per l’idrogeno europeo metterà in comune le risorse” per “creare slancio verso un ecosistema di idrogeno industriale sostenibile nell’Ue”, si legge negli stralci del documento della Commissione riportati dalla testata online Euractiv. L'alleanza dovrebbe riunire tutti i segmenti della catena del valore dell’idrogeno, dalle imprese del settore energetico alle reti di distribuzione arrivando fino ai consumatori. L’obiettivo non è solo quello di accelerare l’evoluzione tecnologica, ma anche quello di mantenere i prezzi accessibili e incoraggiare la competitività delle imprese Ue.

I dubbi sulla governance

Nell’idrogeno sono riposte le speranze europee di riduzione su larga scala delle emissioni di CO2, in particolare quelle provenienti dai grandi stabilimenti industriali a forte consumo energetico, quali il settore dell’acciaio e della chimica. Tuttavia, gli occhi degli ambientalisti saranno puntati sulla governance della nascitura alleanza, che ha già causato forti dubbi in merito al coinvolgimento dell’industria e dei settori energetici che al momento fanno affidamento sulle fonti fossili. I gruppi ecologisti temono che inserire rappresentanti delle imprese nella cabina di regia dell’alleanza non farà altro che creare conflitti di interessi non appena ci saranno decisioni da prendere in merito ai progetti da finanziare. 

Le polemiche

Secondo le prime indiscrezioni, nel consiglio d’amministrazione dell’alleanza ci saranno anche i dirigenti di Shell, Siemens e Vattenfall. A far discutere sarebbe soprattutto l’inclusione dell’amministratore delegato di Shell Ben van Beurden. Il gigante dell'energia vorrebbe scommettere sull’idrogeno derivante dal gas naturale, considerato dagli ambientalisti un altro combustibile fossile. “La Commissione è caduta nella campagna pubblicitaria sull'idrogeno dell'industria dei combustibili fossili”, ha commentato Tara Connolly, attivista di Friends of the Earth Europe. La Connolly sostiene che il piano Ue “lasci la porta aperta all'idrogeno fossile” e “regali influenza all’industria attraverso una nuova Alleanza” che “rischia di consegnare un nuova linfa vitale alla fallimentare industria dei combustibili fossili”.

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