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Lunedì, 20 Maggio 2024
Burocrazia digitale / Albania

Il Paese che vuole usare ChatGpt per entrare più in fretta nell'Ue

Tirana intende sfruttare l'intelligenza artificiale per tradurre migliaia di pagine di testi giuridici e capire dove vanno fatte le riforme. Il merito sarebbe di una conoscenza eccellente in OpenAI

Migliaia di pagine piene di regole ed espressioni giuridiche verranno tradotte grazie a ChatGpt, col fine ultimo di accelerare il processo di adesione all'Unione europea. L'idea di sfruttare l'intelligenza artificiale a questo scopo è dell'Albania. Il suo governo ha appena annunciato un accordo con OpenAI, l'azienda che ha inventato il programma che sta rivoluzionando il rapporto col digitale. La mossa sarebbe stata possibile grazie all'intervento di Mira Murati, Chief technology officer di OpenAI, nata e cresciuta in Albania. La mossa del primo ministro Edi Rama potrebbe rendere più veloce numerosi passaggi, ma anche eliminare migliaia di posti di lavoro di persone dedicate a supportare il piccolo Paese balcanico ad entrare nell'Ue.

Modello specifico

Per aderire al blocco dei 27 servono profonde riforme, l'introduzione di nuove norme e l'adeguamento alle disposizioni giuridiche in vigore nell'Ue, ma ci sono anche aspetti burocratici da risolvere. Ed è lì che ChatGPT andrebbe ad intervenire grazie al complesso modello linguistico sviluppato da OpenAI e lanciato il 30 novembre 2022. Il programma  è in grado di produrre contenuti di testo in base a domande o suggerimenti immessi da un utente. Può inoltre generare un proprio contenuto, effettuare traduzioni, comporre musica, persino scrivere programmi per computer e riassumere testi complessi. L'idea di Edi Rama, primo ministro dell'Albania, farebbe fare un passo in avanti sia al suo Paese che al programma stesso. Verrà sfruttato un apposito modello che non solo tradurrà in shqipe (la lingua albanese) i testi giuridici, ma fornirà anche una panoramica dettagliata di cosa e dove è necessario apportare modifiche alla legislazione nazionale in modo tale da allinearsi alle modifiche richieste da Bruxelles. Fornirà inoltre un'analisi dell'impatto di tutte le misure e i cambiamenti. Un lavoro che di solito richiede l'impiego di molti esperti, oltre che di molto tempo.

Chi fa le spese del cambiamento

Rama ha affermato che la mossa eliminerebbe "un esercito di traduttori e un battaglione di avvocati, che costano milioni di euro" e renderebbe il processo più rapido. A pagare le spese della svolta digitale sarebbero quindi gli esperti sinora impegnati in questo lavoro. Per accedere alla svolta digitale, il capo del governo avrebbe fatto ricorso ad un incontro telefonico con Mira Murati, a capo del settore tecnologico di OpenAI, per formulare la proposta. "Ho sentito una voce amica che ha rotto il ghiaccio e ho osato chiederle aiuto per preparare più rapidamente l'Albania all'adesione all'Ue. Lei ha riso e ha pensato che stessi scherzando", ha detto Rama durante una conferenza stampa. Secondo la versione del primo ministro, alla fine l'accordo è stato raggiunto ed è stato creato un team congiunto tra OpenAI e l'Agenzia nazionale per la società dell'informazione (Akshi).

Albanese di successo

Mira Murati è nata nel 1988 a Valona, ​​in Albania, e ha vissuto a Tirana, trasferendosi poi in Canada da adolescente. Ha proseguito i suoi studi in ingegneria ed informatica negli Stati Uniti. Dopo aver lavorato in Tesla, nel 2018 è entrata in OpenAI col ruolo di ingegnere, ma già nel 2019 è stata promossa come Chief Technology Officer. In quel ruolo è stata la responsabile della supervisione della ricerca e dello sviluppo della tecnologia AI, incluso il modello ChatGPT. Nel novembre del 2023 ha assunto per pochi giorni la posizione di amministratrice delegata ad interim di OpenAI in seguito alla partenza del fondatore Sam Altman, poi rientrato nella società. Murati, nota per la sua ritrosia per interviste e dichiarazioni pubbliche, non hanno commentato la notizia dell'accordo con Tirana e neppure la sua società lo ha fatto finora.

La lunga attesa

Edi Rama ha dichiarato che il progetto dovrebbe essere presentato a Bruxelles durante il vertice sui Balcani fissato a Bruxelles il 13 dicembre. Secondo le previsioni del governo in totale saranno introdotte con questo metodo 280mila pagine di misure giuridiche dell'Ue. Il Paese balcanico è in "sala d'attesa" per l'Europa da 14 anni. La domanda di adesione risale al 2009, mentre lo status di "candidato" lo ha ottenuto nel 2014. Dal 2022 i negoziati procedono in parallelo a quelli che riguardano la Macedonia del Nord. Nonostante la lunga attesa, oltre il 97% della popolazione albanese rimane a favore dell'adesione, ma la frustrazione inizia a farsi sentire. Tirana è prigioniera di vari fattori. Da un lato gli Stati membri esitano, temendo che l'allargamento possa comportare rallentamenti e procedure ancora più complesse se non avviene in raccordo con opportune riforme. Dall'altro Tirana soffre dei veti della Bulgaria contro la Macedonia del Nord e, di recente, della Grecia contro la stessa Albania. 

AI contro la corruzione 

Per il governo Rama l'annuncio dell'utilizzo di ChatGpt non rappresenta una novità. Già ad agosto il governo albanese aveva comunicato un suo utilizzo per creare servizi da integrare con quelli della pubblica amministrazione tramite la piattaforma "e-Albania". All'inizio del 2024 si prevede che un operatore virtuale che si avvale di ChatGpt fornirà risposte in tempo reale ai cittadini albanesi. Altro utilizzo sarà nel campo degli appalti pubblici, per provare ad arginare il diffuso fenomeno della corruzione. Quest'ultima secondo il primo ministro deriva sia da sistemi "arcaici" sia da un numero eccessivo di funzionari e commissari. L'intelligenza artificiale potrebbe aiutare a spazzare via una serie di passaggi, aumentando il livello di trasparenza. Con l'ultimo progetto lanciato da Rama, l'Albania sarebbe il primo Paese a utilizzare l'intelligenza artificiale per accelerare il processo di adesione al blocco europeo. Se dovesse avere successo, si prevede un impatto significativo per gli altri Paesi candidati. E Bruxelles avrebbe una scusa in meno per non accoglierli nella "famiglia europea". 


 

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