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Controlli in aeroporto - foto Ansa EPA/DIEGO AZUBEL

Controlli in aeroporto - foto Ansa EPA/DIEGO AZUBEL

L'agenzia Ue per la Salute: inutile imporre la quarantena a chi viaggia tra Paesi membri

Secondo l'Ecdc i viaggiatori “non devono essere trattati come una categoria ad alto rischio”, perché hanno basse probabilità di avere o diffondere il coronavirus

Continuare a chiedere ai viaggiatori in Europa di entrare i quarantena al loro arrivo è inutile, perché ormai la situazione epidemiologica è piuttosto simile in tutti i Paesi dell'Unione e poi perché i dati mostrano chiaramente che contagi tra i viaggiatori sono inferiori a quelli che avvengono tra la popolazione generale, e che quindi non pongono affatto un rischio superiore di diffusione del contagio.

Le linee guida

Ad affermarlo sono la principale agenzia per la Salute di Bruxelles, il Centro Ue per la prevenzione delle malattie (Ecdc) e l'Agenzia Ue per la sicurezza dell'aviazione (Easa) che hanno pubblicato le nuove linee guida Ue per l'aviazione secondo ci le persone che viaggiano in periodo di pandemia di Covid-19 non devono essere trattate "automaticamente" come soggetti "ad alto rischio". Il parere dell'Ecdc è chiaro e l'ente elenca due ragioni principali per cui è inutile ormai limitare i viaggi tra Paesi membri. Innanzitutto perché “i casi importati rappresentano una percentuale molto piccola di tutti i casi rilevati ed è improbabile che aumenti in modo significativo la velocità di trasmissione”, poi perché si stima che “la prevalenza di SARS-CoV-2 nei viaggiatori sia probabilmente inferiore alla prevalenza nella popolazione generale o tra i contatti di casi confermati”. Per questo secondo l'ente “i viaggiatori non dovrebbero essere considerati come una categoria ad alto rischio, né trattati come contatti di casi di Covid-19, a meno che non fossero stati in contatto noto con un caso positivo confermato”, e di conseguenza “dovrebbero essere soggetti alle stesse normative o raccomandazioni applicate alla popolazione locale”.

Viggiatori sicuri

Per il direttore esecutivo dell'Easa Patrick Ky, le nuove linee guida sono "un vero contributo europeo a beneficio dei cittadini europei" e le sue conclusioni "possono essere importanti per rendere possibili i ricongiungimenti familiari nel periodo natalizio". Il documento, aggiunge Ky, rafforza il concetto che "non c'è alcun rischio specifico per i viaggi in aereo" e che i viaggiatori aerei sono una popolazione "relativamente sicura" dal punto di vista epidemiologico. "Incoraggiamo i decisori politici a tenere conto delle raccomandazioni quando prenderanno decisioni politiche". Andrea Ammon, direttrice dell'Ecdc, ha spiegato che "testare i viaggiatori in ingresso sarebbe una misura efficace se i Paesi avessero sotto controllo il Sars-CoV-2. In questo periodo, i casi importati contribuiscono poco alla circolazione del virus. Pertanto, consigliamo agli Stati membri di focalizzarsi, invece, sul realizzare robuste capacità di testing per i casi sospetti, accompagnate dall'isolamento dei positivi, come pure sul tracciamento dei contatti e sulla quarantena di tutti coloro che sono stati in contatto" con i casi positivi.

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