"No ai controlli della temperatura all'aeroporto di Bruxelles, violano la privacy"

L'autorità per la protezione dati del Belgio contro i sistemi per rilevare la febbre e individuare i casi sospetti di coronavirus. E anche in Olanda e Francia i garanti puntano il dito contro telecamere termiche e altri dispositivi "intelligenti"

Controlli all'aeroporto

Sono uno dei tasselli centrali per far ripartire i voli civili e, tra le altre cose, il turismo, stando anche alle linee guida diramate dall'Easa, l'agenzia Ue per la sicurezza aerea. Ma a quanto pare la misurazione della temperatura dei passeggeri come metodo di individuazione dei casi sospetti di Covid-19 deve fare i conti con le leggi europee sulla privacy. Succede a Bruxelles, dove il garante belga dei dati ha avvertito che questi controlli potrebbero essere illegali. Ma anche in Francia e in Olanda le rispettive autorità hanno espresso preoccupazione per sistemi di rilevazione delle temperature come le telecamere termiche. 

Eppure, proprio questi sistemi cono al centro del progetto pilota varato dall'Easa in alcuni scali europei. Tra cui per l'appunto quello di Bruxelles: "Il controllo sistematico della temperatura sarà uno degli elementi principali nel riavvio dei voli passeggeri - si legge in una nota del principale aeroporto belga, secondo cui le telecamere termiche sono "il sistema più sicuro, affidabile e veloce per controllare la temperatura, ma anche per rilevare i passeggeri senza mascherine". Le telecamere sono posizionate all'esterno del terminal, sul marciapiede di fronte alla sala partenze, in modo da "controllare tutti i passeggeri" prima che essi entrino nell'edificio: "A coloro la cui temperatura superi i 38 gradi può essere negato l'accesso al terminal".

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Secondo il garante belga per la privacy, questi controlli sono attualmente privi di "una base giuridica" e ha chiesto ragguagli ai responsabili dello scalo prima di compiere eventuali azioni in difesa dei diritti dei passeggeri. Non si tratta di una preoccupazione isolata: anche l'autorità francese per la protezione dei dati ha avvertito che telecamere termiche e altri dispositivi "intelligenti" per tenere sotto controllo la pandemia di coronavirus potrebbero violare la legge sulla privacy. Ancora più energico l'intervento dell'autorità olandese, che già ad aprile aveva minacciato multe nei confronti di chi utilizza tali dispositivi: "Non vogliamo svegliarci tra qualche mese in un'azienda con una sorta di situazione cinese, in cui il datore di lavoro ti monitora costantemente e può persino vedere i tuoi dati sanitari", dice Aleid Wolfsen, presidente dell'autorità per la privacy olandese.

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