Accuse di corruzione, il commissario Ue si difende: “Solo false testimonianze e calunnie”

Il responsabile degli Affari interni dell'Esecutivo comunitario ed ex ministro della Salute del governo greco, Dimitris Avramopoulos, è indagato in una inchiesta su presunti favori accordati al colosso farmaceutico Novartis. Ma lui contrattacca: “Una cospirazione senza precedenti che non puo' stare in piedi in un paese dell'Unione europea”

Da ministro della Salute, avrebbe ricevuto finanziamenti oscuri da parte dal colosso farmaceutico Novartis. E oggi che è commissario Ue agli Affari interni, una delle cariche più importanti dell'Esecutivo comunitario, il suo caso imbarazza non poco Bruxelles. Ma Dimitris Avramopoulos non ci sta a passare per corrotto. 

La difesa del commissario

In una conferenza stampa convocata oggi ad Atene, Avramopoulos ha attaccato duramente chi sta conducendo l'inchiesta, che riguarda finora dieci tra ex premier e ministri in carica tra il 2006 e il 2015 (prima dell'arrivo al governo di Alexis Tsipras). Secondo il commissario Ue, il cosiddetto caso giudiziario Novartis è un caso “oscuro” che sta minando le istituzioni e la dignita' delle personalita' politiche della Grecia, attraverso "false testimonianze e calunnie". Una “cospirazione senza precedenti che non puo' stare in piedi in un paese dell'Unione europea". Il commissario ha aggiunto che “contro i falsi testimoni” chiederà alla Corte suprema greca “di ritirare lo status di protezione dei testimoni in modo che il prestigio della giustizia possa essere messo a riparto da quelli che operano al di fuori delle istituzioni”. 

Bruxelles: "Nulla da dire"

Avramopoulos e' indagato nel periodo compreso tra il 2006 e il 2009, quando ha ricoperto il ruolo di ministro della Sanita' in Grecia, sotto il governo guidato dall'allora premier di centrodestra Kostas Karamanlis. Avramopoulos ha dichiarato che intende riferire alla Commissione europea, la quale finora non ha rilasciato alcun commento. Il portavoce dell'Esecutivo Ue, Margaritis Schinas, si è limitato a dire che “il commissario Avramopoulos ha già chiarito la sua posizione in merito ai fatti riferiti al periodo in cui ha prestato servizio come ministro della Sanità” e che “la Commissione non ha altro da aggiungere”.  Per il momento.

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