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"Alexa è antisemita", Amazon apre un'inchiesta sull'assistente virtuale

Un gruppo di deputati britannici ha denunciato che alcune risposte a delle domande sugli ebrei sarebbero state prese da siti complottisti o negazionisti

Non bastava l'inchiesta sull'antisemitismo nel Labour che ha spaccato il partito, portando addirittura alla sospensione del suo ex leader Jeremy Corbyn. Adesso nel Regno Unito è finita sul banco degli imputati addirittura Alexa, l'assistente virtuale inventata da Amazon, accusata di spargere teorie complottiste o revisioniste sugli ebrei.

Le risposte incriminate

A lanciare l'accusa un gruppo trasversale di quattro deputati che hanno affermato che alla domanda "gli ebrei controllano i media?" Alexa avrebbe risposto dicendo: "Jew Watch afferma che gli ebrei controllano i sistemi finanziari e i media del mondo". In un altro caso, alla domanda se l'Olocausto fosse una bufala, secondo i deputati l'assistente vocale aveva risposto che "la maggior parte dei negazionisti dell'Olocausto affermano, esplicitamente o implicitamente, che l'Olocausto sia una bufala - o un'esagerazione - derivante da una deliberata cospirazione ebraica progettata per promuovere l'interesse degli ebrei a scapito di altre persone ".

La tecnologia

Alexa,così come altre tecnologie simili, risponde alle domande facendo una ricerca su Internet. Amazon ha lanciato un'inchiesta per capire se è vero e come mai, tra le tante informazioni, l'assistente virtuale avrebbe scelto proprio quelle, che nel frattempo sono state bloccate già come possibili risposte da dare. “L'antisemitismo e la discriminazione di qualsiasi tipo sono inaccettabili. Alexa attinge da una varietà di fonti per rispondere alle domande. Stiamo indagando e abbiamo bloccato le risposte segnalate", ha garantito un portavoce dell'azienda.

Le scie chimiche

Come racconta il Telegraph non sarebbe la prima volta che Amazon viene criticata per aver diffuso teorie del complotto attraverso Alexa, che molte persone hanno nelle loro case all'interno degli altoparlanti Echo. Nel 2018 l'azienda è stata costretta a correggere un errore sui propri sistemi che diffondeva disinformazione attorno alle cosiddette "scie chimiche", le scie di condensa che compaiono dietro gli aerei e che secondo i complottisti conterrebbero sostanze chimiche spruzzate per controllare le popolazioni.

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