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Lunedì, 27 Giugno 2022
Lo scenario / Russia

Che succede alle sanzioni alla Russia se si raggiunge un accordo di pace

Johnson ha già fatto sapere che un cessate il fuoco non basterà a porre fine alle misure restrittive contro la Russia. All'Ue in passato non sono bastati neanche i patti di Minsk per sospenderle

Mentre tutti i riflettori sono puntati sulla Turchia, dove è in corso l'ultimo round di negoziati diretti tra Russia e Ucraina, aumentano le speranze che un accordo di pace sia raggiungibile, se non necessariamente a questo giro magari comunque in tempi relativamente brevi. Se si dovesse arrivare a un cessate il fuoco, o addirittura al ritiro di tutte le truppe russe dal territorio ucraino nei termini che saranno concordati, resterà comunque il nodo della sanzioni contro il Paese guidato da Vladimir Putin. Saranno eliminate? E in che tempi?

Gli aggiornamenti in diretta dalla guerra

Boris Johnson ha già fatto sapere che un semplice "cessate il fuoco da solo non sarebbe motivo di rimozione delle sanzioni britanniche alla Russia", ha dichiarato il suo portavoce. Ed è molto probabile che anche l'Ue segua una linea simile a quella del Regno Unito. Anche se si arrivasse a un accordo di pace sembra improbabile che le misure restrittive possano essere eliminate di colpo. Le prime sanzioni di Bruxelles per la crisi in Ucraina furono adottate dal Consiglio europeo nel marzo 2014, in seguito al referendum sull'indipendenza della Crimea e alla sua conseguente annessione da parte della Russia. Da allora non sono mai state eliminate ma anzi sempre aumentate.

Nemmeno gli accordi Minsk, che avrebbero dovuto porre fine al conflitto, cambiarono le cose. Dopo che furono sottoscritti nel settembre del 2014 l'Ue decise di prorogare le sanzioni, addirittura aggiungerne alcune, fino al 31 dicembre 2015, giorno in cui secondo i patti tutti i punti del piano di pace avrebbero dovuto essere stati attuati. Ma le promesse non furono poi rispettate, né da parte ucraina, né da quella russa, e così le sanzioni sono sempre state rinnovate di sei mesi in sei mesi.

Lo stesso potrebbe accadere con un eventuale accordo di pace che potrebbe essere raggiunto adesso. Da solo non dovrebbe bastare a far eliminare le sanzioni contro Mosca, e ovviamente Bruxelles e gli Stati membri vorranno prima verificare che quanto concordato venga rispettato. Al massimo le sanzioni potrebbero essere ridotte o sospese, come segnale distensivo e come incoraggiamento a mantenere i patti, soprattutto se Mosca lo dovesse richiedere esplicitamente come condizione per uno stop alle azioni militari.

Una cosa del genere avvenne ad esempio con l'Iran. Quando nel gennaio del 2014 entrò in vigore l'accordo ad Intermin di Ginevra, con cui Teheran accettava una moratoria a breve termine sul suo programma nucleare, l'Ue decise una sospensione (non una eliminazione) di una parte delle restrizioni imposte al Paese, cosa che fu concordata proprio nei negoziati. Però poi fu soltanto nel gennaio 2016 che le sanzioni vennero eliminate del tutto, e solo dopo che l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) accertò direttamente l'attuazione da parte dell'Iran delle misure relative al nucleare stabilite nell'accordo definitivo raggiunto a Vienna nel luglio dell'anno precedente.

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