Post 4 marzo: Renzi, Macron e Rivera pronti a lanciare il Partito Democratico europeo

Rumori a Bruxelles di manovre congiunte Parigi-Roma-Madrid per creare un nuovo soggetto alternativo al PPE e al gruppo S&D. Una formazione nuova, che superi l'attuale gruppo liberaldemocratico, sfruttando la formula del successo di Macron in Francia

ANSA/UFFICIO STAMPA PD

Le liste transanazionali comuni con Emmanuel Macron e Albert Rivera di Ciudadanos, la formazione data come prima dagli ultimi sondaggi in Spagna, non sarebbero che il primo passo. La seconda e più ambiziosa mossa di Matteo Renzi in Europa sarebbe quella di consumare uno strappo definitivo con il gruppo S&D, dei Socialisti e Democratici, e lanciarsi con il francese e lo spagnolo in una nuova avventura, che di fatto era il sogno di Rutelli, ossia la creazione di un Partito Democratico europeo

En Marche, attacco al centro dell'Europa

La nuova formazione, raccontano fonti del Parlamento Ue, sarebbe alternativa tanto al PPE che al S&D, peraltro dato in caduta verticale, ma non vorrebbe nemmeno essere la continuazione del gruppo ALDE dei liberaldemocratici guidato dall'ex premier belga Guy Verhofstadt in cui già figurano gli eurodeputati di Ciudadanos.

Macron e Renzi vorrebbero infatti creare un soggetto totalmente nuovo, limitando al massimo il potere di Verhofstadt, e creando di fatto un nuovo centro di aggregazione pro-europeo che sfrutti l'entusiasmo creato dal Presidente francese con En Marche e che arrivi, come la formazione transalpina, ad occupare il centro dello spettro politico comunitario.

Non un caso che per ora Macron, seppur tirato da tutte le parti, non abbia ancora indicato in che partito andranno a finire gli eurodeputati di En Marche che saranno eletti nelle prossime elezioni europee del maggio 2019, una data poi non così lontana. "Macron ha un progetto suo, per ora sta alla finestra, non vuole entrare nel nostro gruppo", racconta una fonte dell'ALDE, "ma deciderà sicuramente presto, il nuovo sistema alle europee implica schierarsi prima sulle alleanza per sostenere un candidato alla Presidenza della Commissione Ue. Qui stanno tutti cercando di capire quando si muoverà, ma cosa vuole fare appare già chiaro".

Il post 4 marzo

Quanto a Renzi, il suo outing dovrebbe avvenire dopo le elezioni del 4 marzo e molto dipenderà anche da come andrà quel voto. Un Renzi che perde ma non viene disarcionato dal suo partito, farebbe lo scatto in avanti per accelerare questa nuova alleanza con Macron e Rivera, ancor più se in Italia nascesse un governo di larghe intese.

D'altronde l'ala sinistra del PD o è già uscita o continua a ricevere segnali non proprio incoraggianti, basta vedere il dibattito sulle liste, mentre in Europa Renzi non ha mai fatto mistero di non amare troppo la famiglia socialista. Un gruppo che d'altronde, prima dell'ingresso del PD si chiamava PSE e che solo dopo ha cambiato il nome in S&D. E il richiamo in patria di Gianni Pittella, capogruppo S&D a Strasburgo, per presentarlo al Senato in Basilicata, pur facendo perdere al sistema Italia una pedina importante, rende l'operazione Partito democratico in Europa ancora meno indelicata politicamente. 

Operazione di sicuro successo

L'operazione, come già successo in Italia, si consumerebbe con perdite, ma la creazione di una famiglia democratica a Strasburgo promette di essere un successo, con l'effetto di scompaginare completamente gli equilibri dell'eurocamera. Con i socialisti in caduta nell'Europa occidentale, assenti in quella orientale ed orfani dei laburisti britannici ed il PPE che perde importanti consensi in Francia e Germania, il PD in salsa europea diventerebbe sicuramente la seconda formazione dell'emiciclo con più di un pensierino, pure, di scalzare i popolari dalla prima posizione. 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Certo che da qui al maggio 2019 i tempi sono politicamente lunghi e tutto potrebbe cambiare, ma è anche vero che la strada che Renzi ha imbracciato porta sempre più lontano dal PSE, tanto in Italia come, ora, in Europa. E l'intesa sulle liste transnazionali appare solo come il primo atto di un lungo flirt con Macron e Rivera. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • In Francia mascherine anche all'aperto, i medici: "Assurdo per chi fa jogging"

  • Dal punto di vista economico la strategia dell'immunità di gregge in Svezia ha pagato

  • L'Olanda gli nega l'asilo, siriano 14enne si suicida

  • Oltre mille nuovi casi al giorno in Germania, mai così tanti da maggio

  • I medici tedeschi: "In Germania siamo già in una seconda ondata di coronavirus"

  • Le Figaro celebra Conte: "Negoziatore di talento, esce rafforzato dalla crisi del Covid"

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
EuropaToday è in caricamento