Aborto impossibile in Polonia? Il governo ultraconservatore di Varsavia ci riprova

Allarme della Sinistra unitaria del Parlamento Ue: l'esecutivo polacco vuole eliminare una delle tre eccezioni che danno accesso all'interruzione legale della gravidanza. Nel 2016 era stato sconfitto dalla piazza. La discussione sull'aborto inizia il giorno dopo l'incontro Juncker-Morawiecki a Bruxelles

Manifestazione contro il governo polacco. EPA/GREGOR FISCHER

Giù le mani da quel che rimane della legge sull'aborto in Polonia. Il gruppo della Sinistra Unitaria del Parlamento europeo lancia un nuovo grido di allarme per la discussione in corso a Varsavia sull'ulteriore limitazione della già iper-restrittiva legge nazionale sull'interruzione volontaria della gravidanza. Già nell'ottobre 2016 il governo ultraconservatore avevo dovuto ritirare una proposta di legge di modifica della normativa sull'aborto, messo all'angolo dalle proteste di piazza. Ora ci riprova. 

Eliminare una delle tre eccezioni rendendo di fatto impossibile l'aborto

La proposta all'esame del Parlamento di Varsavia punta a eliminare una delle tre eccezioni che permettono alle donne polacche di ricorrere all'interruzione della gravidanza. Al momento in Polonia si può abortire solo se la gravidanza è il risultato di stupro o incesto, se la gestazione mette in pericolo la vita o la salute della madre e quando i test medici dimostrano un'alta probabilità di una disabilità significativa o di una malattia che colpisce il feto.

Ora il Parlamento discute di eliminare proprio quest'ultima eccezione, il che, di fatto, vieterebbe il 96% del già di per sé basso numero di aborti legali praticati in Polonia. La terza eccezione è infatti quella che di gran lunga viene utilizzata più frequentemente per interrompere la gravidanza. 

Condanna internazionale

"Il Parlamento europeo - commenta l'eurodeputata svedese della Sinistra unitaria Malin Björk, "ha adottato una risoluzione a novembre dello scorso anno criticando i tentativi di ridurre l'accesso all'aborto in Polonia e ribadendo che l'assistenza sanitaria è un diritto fondamentale, che non deve essere ignorato: senza giustizia per le donne non ci può essere giustizia in Polonia".

Oltre a Strasburgo, anche il Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite ha recentemente invitato la Polonia ad astenersi dall'adottare qualsiasi riforma legislativa che limiti ulteriormente l'accesso delle donne all'aborto sicuro e legale. E pure la Corte europea dei diritti umani si è pronunciato contro la Polonia in diverse cause riguardanti le limitazioni all'accesso all'aborto. 

Incontro Juncker-Morawiecki

La discussione al Parlamento di Varsavia è iniziata all'indomani dell'incontro avvenuto ieri sera a Bruxelles tra il Presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker e il premier polacco Mateusz Morawiecki. Nel menù la delicata situazione dello Stato di diritto in Polonia, per cui la stessa Commissione Ue ha aperto una procedura di infrazione, la questione dei migranti, su cui Varsavia mette costantemente i bastoni tra le ruote a qualsiasi iniziativa di gesione comune, il mercato unico digitale, quello interno e l'approvigionamento energetico. 

"La cena - si legge in un comunicato finale - si è svolta in un'atmosfera amichevole", ma non è stata seguita da una conferenza stampa congiunta, com'è d'abitudine, segnale che in fondo le distanze tra Ue e Polonia in diversi campi permangono e che, forse, l'atmosfera non era proprio di festa. Juncker e Morawiecki si vedranno comunque di nuovo a febbraio, nel frattempo non è escluso che l'aborto diventi praticamente impossibile in Polonia. 

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