Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Europa Today

L’Onu chiede aiuto all’Europa: “Accogliete 42.500 afghani”. Ma dai governi nessuna promessa

Nessun impegno messo nero su bianco al termine del Forum sulla protezione delle persone a rischio nel Paese tornato sotto controllo dei talebani. Bruxelles preferisce inviare sostegno alla popolazione locale

Fumata nera a Bruxelles sulle quote di accoglienza e reinsediamento dei profughi afghani. Al termine del Forum sulla protezione degli afghani a rischio, convocato appositamente per raccogliere gli impegni di solidarietà dei Paesi membri, questi ultimi non hanno messo nero su bianco alcuna promessa nei confronti delle persone che vogliono abbandonare il Paese tornato sotto il controllo dei talebani dopo vent’anni di occupazione delle forze armate occidentali. 

L'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, l’italiano Filippo Grandi, nel corso dell’incontro di ieri ha chiesto all'Unione europea di accogliere altri 42.500 rifugiati afghani nei prossimi cinque anni, ma la richiesta non ha avuto il sostegno dei Paesi dell’Ue. “Gli Stati membri - ha detto al termine dell’incontro la commissaria Ue agli Affari interni, Ylva Johansson - stanno ora decidendo gli impegni di reinsediamento” dei profughi afghani “per il prossimo anno e per quelli successivi”. 

“Molti di loro - ha precisato - hanno affermato che sarebbero pronti a intervenire per accogliere più di quelli che hanno già promesso, ma questo è un processo in corso”. “Questo Forum - ha risposto ai giornalisti che la interrogavano sulla mancanza di impegni presi - non è stato convocato per trovare un numero specifico sui reinsediamenti, perché abbiamo bisogno anche di altri modi per aiutare gli afghani”.

Tra le ipotesi allo studio di Bruxelles c’è il sostegno offerto direttamente alla popolazione locale, anche se tale opzione prevede un coinvolgimento dei talebani. “Metà della popolazione afghana - ha ricordato Johansson - ha bisogno di assistenza umanitaria” perché sul Paese pende un “enorme rischio di carestia” unito al “crollo totale dell’economia”. “Gli Stati Ue - ci ha tenuto a ricordare la commissaria - hanno già permesso l'evacuazione di 22mila afghani”.

Prima della riunione, gli attivisti di Amnesty International erano intervenuti per chiedere più solidarietà all’Unione europea. “Gli Stati dell’Ue hanno un’enorme responsabilità nei confronti delle persone che fuggono dai talebani. Evacuarle è ancora possibile e dev’essere compiuto ogni sforzo per portarle via in sicurezza attraverso le frontiere terrestri”, ha dichiarato Eve Geddie, direttrice dell’ufficio di Amnesty International presso le istituzioni europee. “Le vite di migliaia di donne e uomini che in questi anni hanno promosso e difeso i diritti umani, l’uguaglianza di genere e lo Stato di diritto in Afghanistan dipenderanno da quanto impegno verrà profuso nella loro evacuazione e nel loro reinsediamento”, ha aggiunto Geddie. Ma dall’Ue, almeno per il momento, non è arrivato alcun impegno aggiuntivo.

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