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Giovedì, 13 Giugno 2024
Le cifre

Quanto ci costeranno le nuove auto Euro 7

L'aumento dei prezzi di acquisto per i consumatori sembra ormai scongiurato. In compenso, potremmo pagare (e caro) in termini di bilanci pubblici, salute e ambiente

Il regolamento Ue che introduce i criteri ambientali e di sicurezza che le nuove auto Euro 7 dovranno rispettare è ormai a un passo dall'essere approvato. Il Parlamento europeo ha approvato la sua posizione sul testo, che è pressoché simile a quella del Consiglio degli Stati membri: le due istituzioni dovranno adesso sedersi a un tavolo per negoziare gli ultimi dettagli. Ma i punti più importanti sono ormai fissati, e sono stati salutati come un successo dal centrodestra e dall'industria automobilistica. Di diverso avviso esponenti politici e ong ecologisti, secondo cui il nuovo regolamento è stata una grande occasione persa. I due fronti, in questi mesi, si sono battuti a colpi di studi e dati, accusandosi a vicenda di voler promuovere misure dannose a scapito dei cittadini, e delle loro tasche. Proprio su questo ultimo punto, le posizioni degli esperti si dividono. La domanda è: quanto ci costeranno alla fine i nuovi veicoli Euro 7?

La proposta di Bruxelles

Prima di rispondere, guardiamo allo stato dell'arte. La proposta originaria della Commissione europea risale al 10 novembre 2022: il testo prevedeva nuove norme in materia di emissioni di inquinanti atmosferici per i veicoli a combustione (compresi gli ibridi), indipendentemente dal carburante utilizzato. Tra le novità, la proposta affronta per la prima volta le emissioni non di scarico (microplastiche derivanti da pneumatici e particelle dei freni) e comprende requisiti relativi alla durata delle batterie.

Uno dei punti focali del testo riguarda i limiti previsti sugli ossidi di azoto (NOx), quelli che immessi nell'aria diventano biossido di azoto provocando danni alla salute stimati dall'Agenzia europea per l'ambiente in 49mila morti premature all'anno. Bruxelles ha proposto dei limiti più stringenti su queste emissioni rispetto ai precedenti regolamenti, ma secondo gli ecologisti avrebbe dovuto e potuto fare di più. Dal canto suo, l'industria automobilistica si è ribellata alle misure della Commissione, sostenendo che avrebbero comportato costi insostenibili per i costruttori, tanto più vista la difficile transizione delle imprese europee verso l'elettrico e lo stop alla vendita di auto a benzina e diesel nel 2035.

I costi di acquisto delle nuove auto

E qui veniamo alla questione dei costi: l'Acea, la potente lobby dell'automotive, ha pubblicato una stima secondo cui, in base alla proposta di Bruxelles, i costi di produzione di automobili, furgoni, camion e autobus sarebbero schizzati alle stelle, con ricadute pesanti sui consumatori (aggiuntive rispetto ai rialzi dei prezzi già in corso da tempo). Per acquistare un veicolo leggero (auto o un furgone), per l'Acea ci vorrebbero 2mila euro in più in media (mentre la Commissione europea aveva stimato 180-450 euro). Aumento che salirebbe fino a 12mila euro per camion e autobus diesel (contro i 2.800 euro calcolati dagli esperti di Bruxelles).

La campagna d'informazione e di pressione lanciata dall'industria automobilistica ha avuto l'effetto sperato: sia il Consiglio degli Stati membri, sia il Parlamento europeo hanno di fatto ammorbidito il testo originario: limiti di emissioni di scarico leggermente inferiori a quelli degli Euro 6, e soprattutto tempi di adozione delle nuove regole più dilatati, compresi quelle su pneumatici e batterie. 

Il prezzo per ambiente, salute e bilanci pubblici 

Per gli ecologisti, con questo impianto, che con ogni probabilità diventerà legge, si cambia tutto per non cambiare niente. "Il testo votato dal Parlamento è di fatto un Euro 6 bis: si guarda al 2050 con una tecnologia vecchia di 10 anni", attacca Rosa D'Amato, eurodeputata dei Verdi europei. "L’industria e il centrodestra hanno cercato di farci credere che le case automobilistiche non abbiano le risorse per investire nella riduzione dell’inquinamento causato dai loro veicoli e che gli investimenti si tradurranno in aumenti di prezzo insostenibili per gli acquirenti. Queste sono bugie - prosegue - I profitti delle principali case automobilistiche dell’Ue non sono mai stati così alti e i prezzi delle auto negli ultimi anni sono aumentati principalmente a causa della scelta delle case automobilistiche di sostituire i modelli piccoli con modelli pesanti e costosi. Al contrario, con auto meno inquinanti, avremmo potuto risparmiare oltre 100 miliardi di soldi pubblici in danni all’ambiente e alla salute. E soprattutto avremmo potuto salvare migliaia di vite umane", conclude.

I 100 miliardi di cui parla D'Amato provengono da una stima di Clove, consorzio di esperti di mobilità sostenibile finanziato tra l'altro dall'Unione europea. In base a un loro studio, riportato dall'European data journalism network, i costi complessivi per l'industria auto derivanti dalla proposta inziale di Bruxelles sarebbero stati di 30 miliardi di euro da spalmare da qui al 2050. Di contro, le casse pubbliche degli Stati membri, nello stesso periodo, avrebbero risparmiato 145 miliardi in spesa sanitare e di protezione dell'ambiente. Inoltre, la violazione dei limiti europei sullo smog (che nei prossimi anni potrebbero essere più stringenti) porta a procedure d'infrazione, e quindi a pesanti multe: lo sa bene l'Italia, che è già stata condannata dalla Corte Ue. 

Il nostro Paese è anche quello che, sempre secondo l'Agenzia europea per l'ambiente, segnala il maggior numero di morti premature per lo smog nell'Ue. Secondo l'International council for clean transportation, la proposta della Commissione avrebbe evitato 7.300 morti premature in Europa da qui al 2050. Di queste, circa mille solo in Italia. 

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