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Venerdì, 27 Maggio 2022
La sentenza

La Corte Ue condanna l'Italia per lo smog: "Non ha agito contro gli sforamenti di biossido di azoto"

I giudici hanno accolto il ricorso della Commissione europea. Che potrebbe adesso multare il nostro Paese. Le emissioni di NO2 hanno provocato olte 10mila morti nel 2019

A partire dal 2010, l'Italia non ha fatto nulla per limitare l'inquinamento dell'aria dal biossido di azoto, emesso in particolare dalle auto diesel e dalle centrali elettriche. Con questa motivazione la Corte di giustiza dell'Ue ha accolto il ricorso della Commissione europea, che ha aperto una procedura d'infrazione contro il nostro Paese. La sentenza dei giudici di Lussemburgo apre adesso la porta a una pesante multa nei confronti dell'Italia. 

Secondo la Corte,  l'Italia è venuta meno agli obblighi previsti dalla direttiva Ue sulla qualità dell'aria, non contenendo i valori limite annuali di biossido di azoto (NO2), "sistematicamente e continuativamente oltrepassati" dal 2010 al 2018 nelle conurbazioni di Torino, Milano, Bergamo, Brescia, Firenze, Roma, nel comune di Genova e in altre zone del Paese, inclusa Catania nel 2010-12 e nel 2014-18.

Il nostro Paese, secondo i giudici di Lussemburgo, ha anche omesso di adottare, a partire dall'11 giugno 2010, le misure necessarie a garantire il rispetto del valore limite annuale di biossido di azoto nell'insieme delle zone, in particolare "per non aver provveduto a che i piani relativi alla qualità dell'aria prevedessero misure atte a limitare al periodo più breve possibile il superamento della soglia limite".

La Corte ha accertato il "sistematico" superamento del valore limite del biossido d'azoto in tutte le zone in questione, a partire dal 2010. La Corte sottolinea che "non costituiscono valide giustificazioni" quelle fatte valere dall'Italia: le difficoltà strutturali legate ai fattori socioeconomici, gli investimenti di grande portata da mettere in opera, la tendenza al ribasso dei valori di diossido di azoto, i tempi di attuazione necessariamente lunghi dei piani adottati, le tradizioni locali, la presenza di cofattori causali esterni quali la configurazione orografica di certe zone e la circolazione dei veicoli diesel.

Secondo un report dell'Aea, l'Agenzia europea dell'ambiente, l'Italia è il Paese Ue che nel 2019 ha fatto registrare il numero più alto di morti premature causate dal biossido di azoto, ben 10.640. In totale, sono state circa 54mila le morti premature dovute allo smog. 

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