Martedì, 21 Settembre 2021
Lavoro

Von der Leyen fa infuriare Conte: "Coronabond solo uno slogan". Ma poi corregge il tiro

Un'intervista della presidente della Commissione europea scatena le polemiche sull'asse Bruxelles-Roma. Il premier italiano: "Ue sia all'altezza della situazione". Ma una nota ufficiale fa chiarezza

L'Unione europea "non lavora" su obbligazioni comuni dell'eurozona per affrontare l'emergenza coronavirus, i cosiddetti 'coronabond'. Una parola che "è uno slogan". Sono bastate queste poche parole, rilasciate dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in un'intervista all'agenzia tedesca Dpa per far scattare i nervi dell'Italia, dal ministro dell'Economia Roberto Gualtieri al premier Giuseppe Conte. Ma stando a quanto riferiscono fonti vicine a von der Leyen, l'intenzione della presidente dell'Esecutivo Ue non era quello di chiudere la porta alla proposta di bond comuni lanciata da Italia, Spagna e Francia. Tanto che in una nota diramata subito dopo lo scoppio delle polemiche, la stessa leader tedesca dichiara di "non escludere nessuna opzione" per far fronte alla crisi.

Ma andiamo per ordine. Stando a quanto riporta Die Welt, quotidiano tedesco che a sua volta cita un'intervista all'agenzia Dpa, la presidente della Commissione avrebbe detto che sui coronabond "ci sono limiti legali molto chiari, non è questo il piano. Non ci stiamo lavorando". La controversia sui cosiddetti coronabond sta attualmente spaccando l'Ue: Italia, Spagna e Francia stanno spingendo per un prestito congiunto per ridurre l'onere degli interessi, Germania e altri paesi finanziariamente forti lo respingono.

Von der Leyen non si è addentrata più di tanto nel dibattito e ha fatto riferimento all'Eurogruppo, che dovrà presentare proposte entro due settimane. Ma ha mostrato comprensione per la posizione tedesca. "La parola coronabond è in realtà solo uno slogan", ha detto von der Leyen. "Dietro c'è piuttosto la più grande questione della responsabilità. E a questo riguardo le contrarietà in Germania, ma anche in altri Paesi, sono giustificate". Allo stesso tempo, von der Leyen ha espresso preoccupazione che il divario economico nell'Ue si allarghi. "L'obiettivo dell'Europa è sempre stato quello di avvicinarci economicamente insieme".

Lette cosi', le parole di von der Leyen hanno un altro significato, rispetto a quanto emerso in un primo momento. La proposta sui coronabond, come ha ammesso lo stesso Conte, non è qualcosa su cui sta lavorando la Commissione, ma l'Eurogruppo, ossia l'istituzione che riunisce i 19 Paesi dell'area Euro. Quindi il fatto che l'esecutivo Ue non ci stia lavorando, come ha detto la presidente, non vuol dire che sia contraria. Del resto, la Commissione non potrebbe lavorare neppure sul Mes, che è l'opzione su cui spinge l'asse dei Paesi del Nord e che l'Italia vede come fumo negli occhi.

A conferma di tutto cio' è arrivata una nota, diramata poco dopo lo scoppio della polemica ("L'Ue sia all'altezza della situazione", ha detto Conte nel pieno della diatriba mediatica). "Il Consiglio europeo ha incaricato l'Eurogruppo di presentare proposte entro le prossime settimane. La Commissione parteciperà a tali discussioni e sarà pronta a fornire assistenza, se sostenuta dall'Eurogruppo. Ciò è necessario poiché lo spazio fiscale per i nuovi strumenti è limitato, come lo siamo nell'ultimo anno" del bilancio pluriennale europeo, dice von der Leyen. "Parallelamente, la Commissione sta lavorando a proposte per la fase di recupero nell'ambito dei trattati esistenti. Come primo passo stiamo attualmente lavorando a una piena flessibilità dei fondi esistenti, come i fondi strutturali. Ciò fornirà supporto immediato", ha premesso.

Poi i passaggi più importanti: "Per garantire la ripresa, la Commissione proporrà modifiche alla proposta" del bilancio pluriennale, che scatterà nel 2021? "che consentiranno di affrontare le ricadute della crisi del coronavirus. Ciò includerà un pacchetto di incentivi che garantirà il mantenimento della coesione all'interno dell'Unione attraverso la solidarietà e la responsabilità". Si tratta di parole importanti, perché di fatto accolgono una delle richieste dell'Italia, quella di agire sul prossimo bilancio Ue per rilanciare i Paesi più in difficoltà, a partire dal nostro.

Infine, una chiusura che sa di smentita rispetto alle ricostruzioni immediatamente successive all'intervista con Dpa: "In questo momento, la Presidente non esclude alcuna opzione entro i limiti del trattato", si legge nella nota.

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