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Venerdì, 27 Maggio 2022
Lavoro

Con la transizione ecologica a rischio 500mila posti. La ricetta di Bruxelles: "Meno tasse su lavoro, più formazione e welfare"

La proposta della Commissione Ue nel suo pacchetto di raccomandazioni per la neutralità climatica. Obiettivo: ridurre gli impatti negativi e creare 1 milioni di nuovi occupati entro il 2030

La transizione ecologica nell'Unione europea potrebbe portare 1 milione di nuovi posti di lavoro entro il 2030. Ma anche provocare tra i 500mila e i 2 milioni di nuovi disoccupati, secondo una valutazione di impatto dell'Agenzia Ue per l'ambiente. Ecco perché Bruxelles ha lanciato una serie di raccomandazioni che puntano da un lato ad aumentare la protezione sociale dei lavoratori più a rischio, e dall'altro a formare e riqualificare professionalmente gli europei. Le risorse sono quelle del bilancio Ue e dei Pnrr nazionali, indica la Commissione. Ma tra le proposte agli Stati c'è anche quella di ridurre l'onere fiscale sul lavoro e sui redditi medi e bassi per spostarlo verso "altre fonti che contribuiscono agli obiettivi climatici e ambientali". Un termine generico per indicare le attività inquinanti. 

Gli orientamenti

Il nuovo documento elaborato dalla Commissione Ue è una risposta alle proposte elaborate dagli Stati membri, e contiene "orientamenti politici per una transizione equa e inclusiva verso la neutralità climatica" che integrano il pacchetto sulla realizzazione del Green Deal presentato a luglio, il Fit for 55. Il tema al centro delle raccomandazioni di Bruxelles sono i rischi per le persone e le famiglie "che dipendono fortemente dai combustibili fossili e che potrebbero essere maggiormente colpite dalla transizione verde".

Mettere le persone al centro della transizione

Per realizzare appieno il "potenziale occupazionale e sociale della transizione verde", che potrebbe portare a 1 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2030 in Europa, è essenziale "utilizzare tutti gli strumenti disponibili e mettere in atto le giuste politiche a livello Ue, nazionale, regionale e locale", scrive la Commissione. Come? La prima proposta è di pomuovere la formazione e la riqualificazione professionale A novembre, la Commissione ha presentato i primi risultati dell'iniziativa lanciata nel 2020, il "Pact for skills", che mira a individuare i lavori emergenti che saranno sempre più richiesti sul mercato e a orientare di conseguenza le politiche europee e nazionali sulla formazione. A oggi, 450 aziende Ue hanno aderito al Patto con l'impegno di riqualificare 1,5 milioni di lavoratori. 

La Commissione chiede anche di migliorare le politiche per la creazione di occupazione di qualità e la transizione da un lavoro all'altro: ciò include, per esempio, "l'offerta di assistenza su misura per la ricerca di lavoro e la promozione della creazione di posti di lavoro, nonché l'agevolazione dell'accesso ai finanziamenti e ai mercati per le micro, piccole e medie imprese, in particolare quelle che contribuiscono agli obiettivi climatici e ambientali", scrive Bruxelles.

C'è poi il capitolo delle "misure a sostegno di regimi fiscali, previdenziali e di protezione sociale equi". La proposta della Commissione agli Stati membri è di adattare questi sistemi, dove necessario, per esempio "spostando ulteriormente l'onere fiscale dal lavoro" e dai redditi medi e bassi "verso altre fonti che contribuiscono agli obiettivi climatici e ambientali".

Bruxelles poi rinnova l'invito ai governi "a continuare a mobilitare sostegno finanziario pubblico e privato per investire nelle energie rinnovabili, affrontare le sfide della mobilità e promuovere opportunità di risparmio sui costi legate all'economia circolare", a "coinvolgere attivamente le parti sociali, la società civile, le autorità regionali e locali e altre parti interessate" e a un "utilizzo ottimale dei finanziamenti pubblici e privati". La Commissione fa notare che gli Stati membri "dispongono di un'ampia gamma di finanziamenti Ue e di altro tipo per attuare le misure necessarie per un'equa transizione verso la neutralità climatica". C'è per esempio il Fondo sociale per il clima di 72,2 miliardi di euro, ma anche Fondo per la transizione giusta e il Fondo sociale europeo plus. Senza dimenticare i piani nazionali del Next Generation EU. 

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