Tav, l'Ue ammette: l'alta velocità non funziona. E in Italia costa il doppio

Dura relazione della Corte dei conti europea sulla rete ferroviaria: "Un sistema disomogeneo e inefficace di linee senza un piano realistico a lungo termine", scrive. Nel nostro paese, ogni cittadino spende 50 centesimi per km di linea, due volte la media dell'Unione

Gli avversari della Tav Torino-Lione hanno oggi un motivo in più per protestare contro la maxi-opera che l'Italia sta portando avanti, a fatica, da anni: l'Eca, la Corte dei conti dell'Unione europea, in una relazione pubblicata oggi, esprime un giudizio negativo sia sulla rete ferroviaria ad alta velocità in tutta Europa, sia sui costi di costruzione nel nostro paese, che sono i più alti dell'Ue. 

"Manca un piano realistico"

La rete ferroviaria ad alta velocità della Ue, secondo la Corte dei conti, è "un sistema disomogeneo e inefficace di linee senza un piano realistico a lungo termine": "è improbabile che l'attuale piano a lungo termine dell'Ue per le linee ferroviarie ad alta velocità venga realizzato e manca un solido approccio strategico a livello Ue". Se non è una sonora bocciatura, poco ci manca. 

Per l'Eca, la rete è in via di costruzione senza che vi sia un coordinamento adeguato a livello transfrontaliero: è stata progettata e costruita dagli Stati membri "in maniera isolata, da cui risultano collegamenti insoddisfacenti". Altro che cooperazione tra paesi. Inoltre la Corte dei conti Ue indica che la Commissione europea non dispone di strumenti giuridici né di poteri decisionali per garantire che gli Stati membri progrediscano rapidamente verso il completamento della rete centrale.

Spesi 23,7 miliardi

Dal 2000, la Ue ha cofinanziato investimenti nelle linee ferroviarie ad alta velocità per 23,7 miliardi di euro. Gli auditor della Corte hanno effettuato un'inchiesta in sei Stati membri (Francia, Spagna, Italia, Germania, Portogallo e Austria) e hanno analizzato la spesa effettuata per oltre 5 mila km di linee ad alta velocità, coprendo circa il 50% dell'intera rete ferroviaria ad alta velocità della Ue. Hanno riscontrato che, sebbene la lunghezza delle reti nazionali stia aumentando, l'obiettivo di triplicare la lunghezza delle linee ferroviarie ad alta velocità (fino a 30 mila km) entro il 2030 non sarà raggiunto. 

L'Italia spendacciona

Con 28 milioni di euro a chilometro, l'Italia è il paese dell'Unione Europea con il più alto costo di costruzione per le linee a alta velocità. Se ai progetti già completati si sommano quelli in via di realizzazione, il costo totale per l'alta velocità italiana ammonta a 41,9 miliardi di euro per 1.280 chilometri di linea, 0,46 euro per chilometro pro-capite. Il doppio della media Ue.

La Spagna è invece il paese che ha beneficiato del piuù alto livello di cofinanziamento dell'Ue nella costruzione di linee con 14,1 miliardi di euro. La Germania ha ottenuto dall'Ue 2,7 miliardi, la Francia 1,4 miliardi, mentre l'Italia appena 724 milioni. La Corte dei conti dell'Ue esprime apprezzamento per quanto fatto dall'Italia in termini di concorrenza, che ha permesso di migliorare il servizio e ridurre i costi per gli utenti, e di analisi costi-benefici. La relazione cita il caso della sezione Venezia-Trieste che, grazie a una modifica del progetto, permette un risparmio complessivo di 5,7 miliardi di euro allungando i tempi di percorrenza di appena 10 minuti.


 

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