In Svizzera il salario minimo più alto del mondo, a Ginevra sarà portato a 3.800 euro al mese

La decisione del Cantone i cui cittadini in un referendum hanno votato per aumentare i compensi minimi a 21 euro l'ora

Foto archivio Ansa EPA/ALEXANDRA WEY

Il salario minimo più alto del mondo sarà in Svizzera, nello specifico a Ginevra, dove sarà portato a 4.086 franchi svizzeri al mese, pari a circa 3.800 euro. Lo hanno deciso i 500mila aventi diritto al voto del Cantone nel referendum di domenica scorsa, in cui il 58% delle preferenze è andato a favore della proposta voluta dai partiti della sinistra, dopo che la stessa riforma era stata respinta più volte in passato dagli elettori svizzeri.

Il testo prevede una remunerazione di 23 franchi l'ora (poco più di 21 euro) per 41 ore settimanali di lavoro, il che lo rende il salario minimo più alto del mondo. La Svizzera non impone un salario minimo a livello nazionale e Ginevra diventa così il terzo cantone ad adottarne uno dopo quelli di Giura e Neuchatel dove è di 20 franchi l'ora.

La misura era particolarmente attesa da sindacati e partiti di sinistra visto che Ginevra è una delle città più care al mondo (e cara è in generale la vita nel paese), al punto tale che più di 300mila lavoratori svizzeri vivono nella vicina Francia, dove i costi sono inferiori. Il cantone di Ginevra è molto dipendente dal turismo, e in particolare dall'afflusso di viaggiatori che arrivano per ragioni d'affari o diplomatiche, in quanto la città ospita il secondo quartier generale dell'Onu, per questo la regione ha particolarmente sofferto della crisi legata alla pandemia soprattutto per le restrizioni ai viaggi, e sempre più famiglie ricorrono alle distribuzioni di cibo per strada.

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Michel Charrat dell'European Cross-Border Group, associazione che sostiene i lavoratori transfrontalieri, ha detto alla televisione France 3 che il risultato del voto ha segnato un "movimento di solidarietà" con i poveri che aiuterebbe a "ristabilire un certo equilibrio tra la gente della Grande Ginevra" . La riforma entrerà in vigore il 17 ottobre e andrà a beneficio di circa 30mila lavoratori a bassa retribuzione, due terzi dei quali donne, molti impiegati come addetti alle pulizie o in ristoranti o parrucchieri.

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