Svezia ad Amazon: vuoi fare affari da noi? Rispetta le nostre tutele per i lavoratori

La multinazionale dell’e-commerce si prepara a sbarcare in Scandinavia con maxi magazzini di raccolta e spedizione rapida degli articoli acquistati online. Ma i sindacati avvertono Bezos: “Firmare i contratti collettivi”

Nessun trattamento di favore per Amazon. Alla multinazionale del commercio online, una delle poche grandi imprese a livello globale capaci di macinare utili anche durante il lockdown, le autorità di Stoccolma promettono porte aperte ma nel rispetto delle severe tutele del lavoro, a partire dal salario netto di 13,85 euro all’ora per gli addetti al settore del retail, il cuore pulsante del business che ha reso Amazon una delle prime imprese per fatturato a livello mondiale. 

I tempi

Il fondatore Jeff Bezos, uomo più ricco del mondo, ha fatto trapelare il suo piano di espansione in Scandinavia già ribattezzato “Project Dancing Queen”, in onore della hit di successo degli Abba, gruppo pop svedese celebre in tutto il mondo. Al netto dei pochi dettagli riportati dalla stampa, gli analisti ritengono che la filiale svedese di Amazon sarà già operativa in autunno, giusto in tempo per il grande evento di shopping online del Black Friday, previsto per venerdì 27 novembre. 

Le differenze con il mercato del lavoro Usa

Ma secondo la testata bruxellese Politico.eu, mettere su una filiera di vendita nel Paese del Nord Europa sarà una grande sfida per l'azienda. I metodi operativi e di gestione del personale sviluppati da Amazon negli Stati Uniti includono posizioni anti-sindacali in forte contrasto con le tutele dei lavoratori garantite nel modello svedese. Quest’ultimo si regge su contratti collettivi tra aziende e sindacati, che danno ai lavoratori un ampio potere sulle decisioni aziendali. Conquiste del passato molto popolari anche nel mondo del lavoro di oggi, visto che circa il 70% dei lavoratori svedesi appartiene a un sindacato. “Se Amazon vuole avere successo in Svezia, deve lavorare a stretto contatto con i sindacati”, ha affermato Arne Andersson, esperto di e-commerce. Ma secondo quanto rivelato da Politico, la multinazionale americana non si sarebbe ancora messa in contatto con Handels, la principale sigla sindacale degli addetti ai magazzini. “Amazon è la benvenuta in Svezia, ma deve firmare un contratto collettivo”, fanno sapere i rappresentanti dei lavoratori.

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Gli obblighi

“Il fatto che le aziende internazionali si interessino al mercato svedese è una cosa positiva”, sostiene Eva Nordmark, ministra del Lavoro svedese. Detto ciò, “ogni datore di lavoro in Svezia è obbligato a seguire la legislazione sul lavoro svedese, che include i regolamenti in materia di contrattazione collettiva” che al momento copre circa il 90% dei dipendenti in Svezia. Secondo Handels, il salario minimo netto per un magazziniere svedese è di 142,50 corone svedesi (13,85 euro) per ogni ora di lavoro. I magazzinieri polacchi di Amazon che servono il mercato tedesco guadagnano invece soli 20 zloty (circa 4,50 euro). Un bel divario da colmare per conquistare la fiducia delle istituzioni e dei lavoratori svedesi.

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