Coronavirus, M5s accusa: "Su aiuti a Italia l'Ue rinvia decisione, colpa di Germania e Olanda"

Ieri i ministri dell'Eurogruppo hanno avuto un meeting telefonico. L'eurodeputato Pedicini: "Prima di prendere ulteriori misure, Berlino e Amsterdam vorrebbero analizzare l’impatto sulle finanze pubbliche, ma questo studio prenderebbe mesi"

Il presidente dell'Eurogruppo Mario Centeno

L'Italia avrebbe ricevuto una sorta di via libera dall'Eurogruppo per sforare dai limiti del Patto di stabilità e usare le risorse aggiuntive per fronteggiare i contraccolpi economici del coronavirus. Ma per l'eurodeputato del Movimento 5 stelle Piernicola Pedicini questa rassicurazione non basta: "A una emergenza globale si risponde con misure speciali ed eccezionali - attacca - Prima di prendere ulteriori misure, Germania e Olanda vorrebbero analizzare l’impatto sulle finanze pubbliche della crisi del coronavirus, ma questo studio prenderebbe mesi e sarebbe troppo tardi per imprese e famiglie". In altre parole, l'Ue starebbe prendendo del tempo prima di avvallare eventuali misure straordinarie.

A confermare questa situazione di stallo è anche l'autorevole quotidiano di Bruxelles Politico, che ha ricostruito la riunione in teleconferenza dei ministri dell'Eurozona: "L'Italia e la Francia - i due Paesi dell'Ue con più vittime del virus, secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie - hanno fatto pressioni perché si applichino tutte le misure necessarie. I rappresentanti tedeschi, olandesi e altri partecipanti alla riunione hanno sottolineato la necessità di studiare l'impatto sulle finanze pubbliche" prima di decidere sul da farsi. Inoltre, "i ministri hanno deciso che non sono necessarie azioni globali, considerato l'impatto locale del virus". Tradotto: le misure economiche che verranno prese riguarderanno i singoli Stati e non un'azione congiunta dell'intera Unione.

Discorso che vale tanto più per le richieste di flessibilità sui conti. Su questo, il Patto di stabilità parla chiaro, spiega il presidente dell'Eurogruppo, Mario Centeno: la clausola che consente agli Stati membri flessibilità nella politica di bilancio per fronteggiare circostanze eccezionali "può essere utilizzata nella misura di quanto è necessario, a patto che la spesa addizionale sia dimostrabilmente legata con l'evento eccezionale e che sia solo di natura temporanea", spiega. Le regole di bilancio Ue, ricorda ancora Centeno, "prevedono flessibilità per affrontare 'circostanze eccezionali al di fuori del controllo dei governi. Sta alla Commissione attuare queste regole e valutare le richieste degli Stati membri. Nelle regole del Patto di stabilità, questa clausola permette una deviazione temporanea dal percorso di aggiustamento, preservando nel contempo la sostenibilità di bilancio".

L'Italia, dunque, potrà chiedere alla Commissione europea che le spese collegate direttamente all'emergenza coronavirus siano escluse dai limiti del Patto. Come avvenuto in passato, per esempio per i terremoti, Bruxelles non si opporrà di certo a tale richiesta. Semmai, l'elemento di trattativa riguarderà l'ammontare delle risorse che il governo italiano chiederà di "scontare". I cosiddetti frugali, Germania e Olanda in testa, hanno già fatto capire che non accetteranno che, con la 'scusa' del coronavirus, si conceda più flessibilità di quella effettivamente legata all'emergenza. Da qui, la richiesta di uno studio sull'impatto effettivo del virus sulle finanze pubbliche.

Di contro, c'è chi, come il Movimento 5 stelle, chiede che la risposta Ue all'epidemia non si limiti solo a una discussione sul Patto: "L’emergenza coronavirus sta bloccando l’economia e interi Paesi membri mostrano già evidenti segni di rallentamento - dice ancora Pedicini - Deve scendere in campo la Bce finanziando direttamente l’economia reale dissanguata da misure prese a tutela della salute pubblica. Agli Stati membri deve essere garantita capacità di spesa e di investimento e, per questa ragione, chiediamo una moratoria all’attuale statuto della Bce, affinché venga fornita liquidità direttamente agli Stati membri in maggiore difficoltà senza pesare sul loro debito. La situazione è difficile, ce la possiamo fare se mostriamo di avere coraggio”, conclude Pedicini.

Per il momento, da Bruxelles non sono arrivate ancora decisioni. Un passo avanti potrebbe venire compiuto il prossimo 16 marzo, quando l'Eurogruppo si riunirà per "rivalutare la situazione" determinatasi in Europa a causa del diffondersi della Covid-19. "Siamo pronti a qualsiasi ulteriore misura, proporzionata con i rischi, a mano a mano che si manifestano", rassicura Centeno. 

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