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Il premier spagnolo Pedro Sanchez - foto Ansa EPA/Kiko Huesca

Il premier spagnolo Pedro Sanchez - foto Ansa EPA/Kiko Huesca

La Spagna anticipa alle regioni oltre due miliardi di fondi del Recovery

Si tratta del 7,9 per cento dei 26 miliardi di euro che spettano a Madrid. Il primo Paese a presentare ufficialmente i piani a Bruxelles è stato però il Portogallo

Nonostante il Recovery Plan non sia ancora ufficialmente partito i suoi benefici si fanno già sentire in alcune regioni della Spagna. Madrid nelle ultime settimane ha anticipato 2,1 miliardi di euro, il 7,9 per cento dei 26 miliardi che dovrebbe ricevere da Bruxelles quest'anno, secondo quanto hanno riferito i media finanziari spagnoli. Se il Paese dovesse accelerare l'avvio di riforme strutturali ambiziose, potrebbe ricevere la prima di due o tre quote di un totale dei 140 miliardi totali che le spettano secondo gli accordi raggiunti. Nei prossimi tre anni la metà dei fondi sarà assegnata sotto forma di sovvenzioni, mentre il resto sarà erogato in prestiti. Secondo il quotidiano finanziario Cinco Días la maggior parte dei soldi che quest'anno saranno anticipati dal governo di Pedro Sanchez, sostenuto dai socialisti e dalla sinistra radicale di Podemos, saranno investiti investita in politiche ambientali e sociali.

Come spiega la Efe il principale progetto, a cui andrà oltre un terzo delle risorse già allocate, è stato approvato dal governo questa settimana e punta a promuovere una "economia dell'assistenza", che mira a migliorare l'assistenza agli anziani e diverse politiche sanitarie. Il piano, che ha un budget di 730 milioni di euro, si basa su tre pilastri e punta ad offrire una migliore assistenza domiciliare, al miglioramento dei servizi sociali e alla protezione dell'infanzia e all'eliminazione delle barriere di accesso nelle pubbliche amministrazioni. Il ministero per la Transizione ecologica ha già stanziato 576 milioni di euro per coprire i piani ambientali regionali e altri 400 milioni di euro sono stati assegnati al programma Moves III volto a promuovere i veicoli elettrici.

Ieri però è stato il Portogallo ad aprire ufficialmente le danze del Next generation Eue ha bruciato sul tempo tutti gli altri Stati ha presentato, per primo, alla Commissione europea il suo piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Lisbona compie così il passo fondamentale per poter accedere alla sua fetta dei 750 miliardi di euro stanziati per la ripresa dalla crisi post pandemia. Ora la Commissione ha due mesi di tempo per validare il progetto che verrà poi sottoposto al Consiglio che avrà un ulteriore mese per approvarlo e dare il via allo stanziamento della prima tranche di fondi di Recovery, il 13 per cento dei 13,9 miliardi di euro per cui è stato elaborato il piano portoghese.

"La Commissione attende con impazienza di valutare il piano portoghese, che si concentra su resilienza, clima e transizioni digitali e comprende progetti in quasi tutti i settori 'bandiera' europei", ha spiegato la presidente della commissione, Ursula von der Leyen. Ma il governo di un altro socialista, Antonio Costa, non potrà comunque ricevere al momento i soldi che gli spettano in quanto per poter effettuare i primi pagamenti, è necessario che tutti gli Stati membri abbiano ratificato la decisione sulle risorse proprie. La speranza è che le altri nazioni seguano presto a ruota l'esempio.

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