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Martedì, 30 Novembre 2021
Lavoro

Salario minimo europeo sopra la soglia di dignità: via libera dell'Eurocamera

A Strasburgo, trovato l'accordo sulla proposta. Ora la palla agli Stati: se approvata, stipendi più alti per circa 2 milioni di italiani

Il Parlamento di Strasburgo ha dato il via libera definitivo alla sua proposta di salario minimo europeo che, se approvato in via definitiva, porterebbe ad aumenti nelle retribuzioni ad almeno due milioni di italiani. L'Assemblea comunitaria con 443 voti a favore, 192 contro e 58 astensioni, ha dato il via libera al testo che ora però dovrà passare attraverso i negoziati con il Consiglio, ma gli Stati membri non hanno ancora concordato la propria posizione e i tempi potrebbero essere lunghi.

La proposta di direttiva su un salario minimo mira a stabilire dei requisiti di base per garantire un reddito che permetta un livello di vita dignitoso per i lavoratori e le loro famiglie. I deputati propongono due possibilità per raggiungere questo obbiettivo: un salario minimo legale (il livello salariale più basso consentito dalla legge) o la contrattazione collettiva fra i lavoratori e i loro datori di lavoro . Inoltre, il Parlamento vuole rafforzare ed estendere la copertura della contrattazione collettiva obbligando i Paesi UE con meno dell'80 per cento dei lavoratori coperti da questi accordi a prendere misure efficaci per promuovere questo strumento.

Il testo approvato a Strasburgo “presenta elementi a dir poco rivoluzionari per il mercato del lavoro europeo e italiano”, esulta Daniela Rondinelli, europarlamentare del Movimento 5 Stelle. Secondo la proposta dovranno essere definiti tre criteri per la determinazione del salario minimo: dovrà essere al di sopra del 50% del salario medio e del 60% del salario mediano lordo nazionale, ed essere al di sopra di una ‘soglia di dignità’ calcolata in base al potere d’acquisto dei salari a prezzi reali. “Grazie a questi tre criteri i salari saranno davvero equi e dignitosi e capaci di superare tutte le attuali disuguaglianze, la povertà lavorativa e il dumping sociale”, sostiene Rondinelli, che sottolinea che il reddito minimo “dovrà riguardare tutti i lavoratori anche i riders, gli stagionali, i tirocinanti e gli stagisti”, tutti quelle categorie che in Italia, ad esempio, non avendo la contrattazione collettiva tendono ad essere sottopagate.

Il salario minimo esiste già in 22 Stati membri dell’Ue. Secondo i dati Eurofound, l’agenzia europea per il miglioramento delle politiche sociali e occupazionali, il più alto è in Lussemburgo con 1.998,59 euro al mese, seguito da Irlanda (1.614 euro), Olanda (1.578 euro), Belgio (1.562,6 euro) e Francia (1.498,5 euro) mentre in fondo alla classifica troviamo Romania (407,3 euro), Lituania (400 euro) e Bulgaria (260,8 euro). Come in Italia anche in Austria, Danimarca, Finlandia e Svezia non esiste uno stipendio minimo stabilito per legge perché i salari vengono stabiliti dai contratti collettivi.

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