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Bce, la Germania torna ad attaccare Draghi: "Nuovo bazooka non era necessario"

Secondo il nuovo membro tedesco del board, l'economista Isabel Schnabel, il riavvio del programma di acquisto titoli "non era necessario"

E' stata, a detta di molti leader europei, l'arma con cui l'ormai ex presidente della Bce, Mario Draghi, ha rianimato l'economia stagnante dell'Eurozona. Tanto che l'ex governatore ha deciso di riavviarlo a tempo indeterminato poco prima di passare lo scettro a Christine Lagarde. Ma dalla Germania, tornano a criticare il programma di acquisto titoli della Bce, il cosiddetto "bazooka" o quantitative easing.

L'attacco è arrivata dal nuovo membro del board dell'istituto di Francoforte in quota tedesca, l'economista Isabel Schnabel. Secondo quanto riportato dal quotidiano "Handelsblatt", durante un'audizione al Parlamento Ue, Schnabel ha dichiarato di non essere "sicura che fosse assolutamente necessario riavviare gli acquisti di obbligazioni in questo momento". Acquisti fissati da Draghi nel settembre scorso a un ritmo di 20 miliardi di euro all'anno e a tempo indeterminato. 

Secondo Schnabel, inoltre, i recenti dati economici non sono stati cosi' negativi come temuto. Ad esempio, la Germania non è scivolata in recessione. Pertanto, ha commentato Schnabel, "si puo' essere ottimisti sul fatto che l'Eurozona non entrerà in recessione". L'economista tedesca si è detta ottimista anche sulla possibilità che il tasso di inflazione dell'area dell'euro torni nel medio periodo all'obiettivo stabilito dalla Bce, prossimo ma inferiore al 2 per cento. ha detto. Con riguardo alla revisione della strategia della Bce, annunciato dalla sua presidente Lagarde, Schnabel ha affermato che "i cambiamenti potrebbero alla fine non essere cosi' importanti: potrebbero esserci alcuni chiarimenti, forse alcune lievi modifiche". 

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