“Le proteste sociali? Hanno indebolito l'economia”. Lo dicono gli esperti di Bruxelles

Il Fiscal Board chiede all'Italia di ridurre il debito e mantenere una politica fiscale neutra. D'Amato (M5s): “Per loro se il popolo è affamato e manifesta bisogna affamarlo ancora”

Foto archivio Ansa, Massimo Percossi

La crescita economica in Europa quest'anno è stata indebolita non solo dal calo del commercio e della produzione globali, ma anche a causa di “fattori interni temporanei”, che hanno “svolto un ruolo nei principali membri dell'Area euro”, e questi fattori sono la “compressione nel settore auto, l'incertezza politica” ma anche “le proteste sociali”. È l'avvertimento dell'European Fiscal Board, un organo consultivo indipendente della Commissione europea che ha lo scopo di valutare i bilanci degli Stati membri, l'applicazione del Patto di Stabilità e Crescita e di collaborare con gli organi competenti provando ad aiutarli con delle proposte.

L'Italia riduca il debito

Per gli esperti gli alti rendimenti sul debito sovrano dei Paesi a alto debito come l'Italia sono tra i rischi al ribasso significativi per le prospettive economiche della zona euro. Per questo gli Stati “con un debito molto alto devono ridurlo in maniera stabile”, e per farlo suggeriscono di mantenere una "fiscal stance", una impostazione della politica di bilancio, neutra nel 2020, cioè senza investimenti espansivi, constatando che l'economia dovrebbe “rafforzarsi di nuovo” nella seconda metà di quest'anno e nel prossimo.

Politica fiscale neutra

"La nostra raccomandazione è di una posizione fiscale neutra per l'area euro nel suo insieme, con una differenziazione appropriata tra i vari Paesi. In particolare quelli che non hanno ancora realizzato il loro obiettivo di bilancio di medio termine devono fare progressi come richiesto dal Patto di Stabilità e Crescita", si legge nel rapporto sulla posizione fiscale appropriata per la zona euro nel 2020 appena pubblicato. Una strategia opposta a quella suggerita dal presidente della banca centrale europea, Mario Draghi, che all'ultimo Vertice Ue ha suggerito ai leader europei “una politica espansionistica” in caso di deterioramento dell'economia.

Le critiche del Movimento 5 Stelle

Il report del Fiscal Board non è piaciuto al Movimento 5 Stelle. “In pratica, se il popolo è affamato e protesta, secondo questi geni, bisogna affamarli ancora. A loro il sospetto che la colpa sia proprio l'austerity portata avanti da Bruxelles in tutti questi anni non viene”, ha dichiarato Rosa D'amato. L'eurodeputata ha lamentato il fatto che dell'organismo farebbero parte anche “Massimo Bordignon, economista italiano che nel 2012 partecipò alla Leopolda di Matteo Renzi”, ma anche “Sandrine Duchene di AXA France, uno dei giganti mondiali delle assicurazioni”, nonché “l'ex ministro polacco Mateusz Szczurek, ex capo economista di ING, colosso bancario olandese finito di recente in un gigantesco scandalo di corruzione e riciclaggio di denaro sporco”. “Sono questi signori a dirci cosa fare? Noi non lo accetteremo”, ha concluso D'Amato.

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