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Orari prevedibili e formazione obbligatoria: dall'Ue più garanzie per 3 milioni di precari

Da Bruxelles una proposta di direttiva per “migliorare la trasparenza e la prevedibilità delle condizioni di lavoro”. 

La Commissione Ue ha proposto nuove norme “per garantire che tutti i lavoratori, inclusi quelli che hanno contratti atipici, beneficino di maggiore prevedibilità e chiarezza in materia di condizioni di lavoro”. Si tratta di una proposta che modifica l'attuale “direttiva sulle dichiarazioni scritte”, che riconosce ai lavoratori, all'inizio di un nuovo impiego, il diritto di ricevere informazioni per iscritto in merito agli elementi essenziali del rapporto di lavoro. Questa direttiva, varata 25 anni fa, lasciava fuori dal campo di applicazione circa 3 milioni di lavoratori con contratti precari

"Con la proposta di oggi interveniamo per migliorare la trasparenza e la prevedibilità delle condizioni di lavoro", ha spiegato la commissaria all'Occupazione, Marianne Thyssen: "Il mondo del lavoro sta cambiando rapidamente e presenta un numero sempre maggiore di occupazioni e contratti non standard. Ciò significa che sempre più persone rischiano di non essere più tutelate dai diritti di base, a partire dal diritto di conoscere le proprie condizioni di lavoro", ha spiegato la commissaria.

La proposta della Commissione introduce di fatto 5 novità. Innanzitutto, stabilisce “nuovi diritti minimi, quali il diritto a una maggiore prevedibilità del lavoro per coloro che lavorano per lo più con un orario variabile, la possibilità di chiedere la transizione a una forma di occupazione più stabile e di ricevere una risposta scritta o il diritto alla formazione obbligatoria senza deduzione dello stipendio”. In secondo luogo, allinea “la nozione di lavoratore a quella della giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea”. Secondo le norme vigenti, le definizioni possono variare e alcune categorie di lavoratori finiscono col rimanere escluse. Impiegando la definizione di lavoratore della giurisprudenza della Corte, la direttiva garantisce la copertura delle stesse categorie generali di lavoratori. Inoltre, vengono integrate nell'ambito di applicazione della direttiva forme di lavoro subordinato che al momento sono spesso escluse, come i lavoratori domestici, i lavoratori a tempo parziale marginale o quelli con contratti di brevissima durata, ed estendendola a nuove forme di lavoro subordinato come i lavoratori a chiamata, i lavoratori pagati a voucher e i lavoratori tramite piattaforma digitale. Infine, la proposta mira a garantire “che i lavoratori ricevano un fascicolo informativo aggiornato e ampliato sin dal primo giorno del rapporto di lavoro, e non due mesi dopo come accade attualmente” e a rafforzare “gli strumenti di esecuzione e i mezzi di ricorso come ultima risorsa per risolvere eventuali controversie quando non è sufficiente il dialogo”.

L'iniziativa di oggi è una delle azioni intraprese dalla Commissione per attuare il pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato al vertice di Göteborg il 17 novembre scorso. Ma di certo, la strada per dare ai lavoratori atipici maggiori tutele e garanzie è ancora tutta in salita. 
 

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