L'Ue "regola" Netflix e Youtube: limiti a pubblicità, protezione minori e più spazio a film europei

Il Parlamento di Strasburgo ha approvato una serie di misure per i media audiovisivi, comprese le piattaforme online. Critica la sinistra: “I big del web esclusi dalle protezioni per bambini e disabili previste per le tv”

Limiti alle pubblicità, a partire da quelle rivolte ai minori, e più spazio a film e serie tv prodotti nell'Ue. Il Parlamento europeo ha dato il via libera a un pacchetto di misure che definisce nuove norme a cui dovranno attenersi i media audiovisivi, in particolare le piattaforme online come Netflix, Youtube e Facebook

Limiti pubblicitari

Secondo le nuove regole, la pubblicità su tali piattaforme può occupare un massimo del 20% del periodo di trasmissione giornaliero tra le 6 e le 18 e di un altro 20% tra le 18 e le 24.

Per quanto riguarda i minori, sono state introdotte delle disposizioni che limitano l'inserimento di prodotti commerciali non adatti a questo tipo di pubblico nei programmi. Gli eurodeputati, si legge in una nota del Parlamento, “hanno inoltre assicurato un meccanismo di protezione dei dati personali per i minori, imponendo misure per garantire che i dati raccolti dai fornitori di servizi di media audiovisivi non siano trattati per uso commerciale, compresa la profilazione e la pubblicità mirata al comportamento”. 

A ogni modo, non sono stati inseriti dei filtri automatici, “per ragioni di libertà di comunicazione”, ma solo l'invito ai media “ad adottare misure appropriate per combattere i contenuti che incitano alla violenza, all'odio e al terrorismo”. 

Sinistra polemica

Proprio su questo punto è polemica da parte del gruppo Gue, che rappresenta le forze di sinistra a Strasburgo. Secondo l'eurodeputato Nikolaos Chountis nel testo approvato dal Parlamento vi sono delle esenzioni a favore delle cosiddette Video Sharing Platform, come Facebook e Youtube: “La verità è che Facebook e gli altri potranno autoregolarsi su quello che puo' andare bene o meno per un minore, mentre gli altri media audiovisivi saranno vincolati a linee guida più rigide. E lo stesso vale per l'accessibilità per le persone con disabilità”. Inoltre, prosegue Chountis, le nuove misure “allenteranno ulteriormente le regole relative a pubblicità e product placement su tutti i mezzi di trasmissione, il che significa che gli spettatori vulnerabili e il pubblico in generale potrebbero essere esposti a più pubblicità di cibi spazzatura e bevande gassate di prima”.

Produzioni europee

Tra le norme inserite, c'è anche quella che mira a dare più spazio alle produzioni audiovisive europee: almeno il 30% di film, serie e documentari trasmessi delle piattaforme di video-on-demand come Netflix dovranno essere di marchio Ue. 
“Le piattaforme di video-on-demand – scrive l'Eurocamera - sono inoltre invitate a contribuire allo sviluppo delle produzioni audiovisive europee, investendo direttamente nei contenuti o contribuendo ai fondi nazionali”.

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Prossimi passi

L'accordo deve ancora essere formalmente approvato dal Consiglio dei ministri dell'Ue prima che la legge possa entrare in vigore.

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