Merkel su Conte: "Ha detto che vuole abbattere la burocrazia, sono contenta"

In una intervista alla tv pubblica, la cancelliera replica alle accuse di voler 'regalare' fondi dei contribuenti tedeschi al nostro governo attraverso il Recovery fund: "Nostro Parlamento avrà controllo su come verranno spese le risorse". E promuove le buone intenzioni del premier italiano

"Sono contenta che il premier italiano abbia detto di voler cambiare l'azione di governo e che abbatterà la burocrazia. Ha anche presentato un piano per cambiare il Paese". Angela Merkel promuove le buone intenzioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Lo fa nel corso di un'intervista sulla tv pubblica tedesca Zdf, quando si parla di un tema molto delicato da un punto di vista politico, in Germania ma non solo: il Recovery fund da 750 miliardi varato dalla Commissione europea per aiutare soprattutto i Paesi più colpiti dalla pandemia di coronavirus. 

La cancelliera tedesca si sta spendendo non poco per vincere le resistenze del fronte dell'austerity, interne anche al suo governo, il cuo obiettivo è ridurre il più possibile gli aiuti a fondo perduto verso Italia e Spagna, in modo da sostituirli con prestiti con garanzie più stringenti. Bisogna ricordare che "i danni creati dal coronavirus non sono nati da una cattiva conduzione della politica ma da una catastrofe naturale", ha spiegato la cancelliera tedesca, una situazione "di cui nessuno ha colpa". Parole non casuali, ma che vanno dritte a ribaltare le tesi dei rigoristi, secondo cui le difficoltà attuali del nostro Paese sono dovute anche agli errori di una classe politica che negli anni ha ingigantito il debito pubblico italiano. Da qui, la mancanza di fiducia verso l'Italia e di perseguire la strada dei prestiti (rimborsabili e vincolanti) al posto di quella degli aiuti a fondo perduto. 

Per trovare una sintesi, la cancelliera Merkel ha lavorato perché si giungesse a un mix di aiuti e prestiti. E il Recovery fund varato dalla sua ex ministra e oggi presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, rispecchia tale mix: 500 miliardi circa di aiuti e 250 miliardi di prestiti. In generale, sarà proprio la Germania a farsi carico del grosso della spesa e gli avversari di Merkel stanno sfruttando l'occasione per accusare la cancelliera di tradimento nei confronti del Paese, poiché di fatto darà dei fondi dei contribuenti tedeschi nelle mani dei politici italiani. Col rischio concreto, secondo sempre i rigoristi, che tali soldi vengano sperperati (alcune scelte nella gestione dell'emergenza sanitaria, come la costruzione a suon di milioni di ospedali rimasti di fatto inutilizzati, non hanno aiutato a migliorare la nostra immagine, tra l'altro).   

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Merkel difende comunque il nostro governo e ricorda che i singoli parlamenti dell'Unione europea avranno comunque il "controllo" nell'esecuzione del piano, comprese dunque quello tedesco. "Il Parlamento dibatterà e avrà il controllo sul fatto che saranno degli investimenti intelligenti", ha affermato. "Non è che i miliardi li tiriamo fuori da un armadio", ha spiegato ancora la cancelliera: "Ogni parlamento" degli Stati membri è chiamato "a dare all'Ue il permesso di indebitarsi a fronte di un chiaro piano", dato che "situazioni straordinarie richiedono azioni straordinarie". Quelli spesi per l'Europa non saranno solo "soldi ben investiti, ma anche una speranza nel futuro", ha concluso.

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