“In Europa contachilometri taroccato in un'auto usata su due”

Lo denuncia un rapporto del Parlamento europeo, che punta il dito contro un fenomeno in rapida espansione soprattutto nei paesi dell'Est, dove le manipolazioni riguarderebbero quasi 8 veicoli su 10. In Italia, il tasso di frode è stimato intorno al 40%   

Ansa

Ogni anno, in paesi come Polonia, Romania, Ungheria e Bulgaria vengono importate circa 1 milione di auto usate provenienti dal resto dell'Ue. Peccato che la stragrande maggioranza di queste riportino un chilometraggio inferiore a quello reale. E' un vecchio trucco, ma che sta diventando un vero e proprio fenomeno di massa in Europa, soprattutto nei nuovi Stati membri dell'Est. E che comporta anche gravi rischi per la sicurezza stradale. 

A denunciarlo è un rapporto del Parlamento europeo, che ha analizzato il mercato delle compravendite di auto usate tra i vari paesi Ue. Dati certi su quanti siano quelle con i contachilometri taroccati non ce ne sono, ma incrociando i casi denunciati dai consumatori, quelli scoperti dalle forze dell'ordine e un recente studio della Commissione europea, la stima fatta dal centro ricerche dell'Eurocamera è che le manipolazioni riguarderebbero tra il 30 e il 50 per  cento dei 2,5 milioni di veicoli di seconda mano venduti ogni anno nell'Ue tra uno Stato membro e l'altro. In Italia, le frodi riguarderebbero il 40% delle auto usate importate. In Polonia e Romania si arriva all'80 per cento. 

Il vento "truccato" dell'Ovest

Un milione di queste vetture, come dicevamo, sono vendute in quattro Stati Ue dell'Est, con la Polonia a detenere il record di auto usate importante: oltre 700mila in un anno. Del resto, il flusso di veicoli usati in Europa va da ovest a est: nei nuovi paesi membri dell'ex blocco sovietico, infatti, c'è una domanda crescente di auto usate, cosi' elevata che supera l'offerta di veicoli disponibili. con non più di duecentomila chilometri sulle ruote. Di qui la spinta alla manipolazione dei contachilometri. Il costo economico totale delle frodi sui contachilometri delle auto di seconda mano commerciate 'cross-border' nella Ue viene stimato ad almeno 1,31 miliardi l'anno. Lo scenario probabile più negativo indica una perdita economica fino a 8,77 miliardi. In media, il valore di un'auto “taroccata” è inferiore di 3mila euro al prezzo con cui viene effettivamente venduta.

Frodi redditizie a rischio quasi zero

Se il business c'è tutto, manipolare i contachilometri è piuttosto semplice: sul mercato si trovano strumenti elettronici in grado di ridurre facilmente i chilometri che costano anche 100 euro. E i costruttori di auto non installano, nella stragrande maggioranza dei casi, dei sistemi di protezione contro questo tipo di frodi. Inoltre, in molti paesi Ue taroccare il contachilometri è un semplice reato amministrativo, pagabile con un multa. Senza dimenticare che in Portogallo, in Lettonia e a Cipro è completamente legale. Insomma, manipolare le auto è redditizio e poco rischioso.  

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L'impatto sui consumatori e la sicurezza

Diverso è il discorso per chi le acquista: nel rapporto viene indicato che “l'impatto più negativo della frode sui contachilometri è sostenuto dai consumatori perché si riduce la fiducia e le spese di manutenzione e riparazione sono alte”. Inoltre ci sono effetti negativi più generali in relazione alla sicurezza stradale dato che non è assicurata un'adeguata manutenzione delle auto.Lo studio del Parlamento europeo individua vari problemi nel sistema legale Ue che dovrebbero essere risolti per limitare le frodi. Vengono prospettate diverse opzioni. La prima è creare un sistema di 'car-pass' in tutti gli Stati Ue con uno scambio di informazioni sulle auto usate da immettere nel mercato tra tutti i paesi membri. E' un sistema sperimentato in Belgio, che ha eliminato il 97% delle frodi sui contachilometri. Viene indicata la via di una certificazione della distanza chilometri percorsa da un'auto venduta all'estero oppure un sistema per scambiare questa informazione tra gli Stati. Un'altra opzione prevede una soluzione tecnica a prova di manomissione nell'auto che potrebbe ridurre le frodi del 70% con un risparmio di 6,1 miliardi.  
 

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