Ilva, l'Antitrust Ue smentisce le voci su Piombino: “Non abbiamo chiesto specifiche dismissioni” ad ArcelorMittal

La commissaria Vestager nega di aver richiesto al gigante indiano dell'acciaio la cessione dello stabilimento della Magona. L'operazione di vendita, secondo le indiscrezioni di questi mesi, sarebbe necessaria per far rientrare l'acquisizione dell'acciaieria di Taranto nei limiti della normativa europea sulla concorrenza. D'Amato (M5s): “Ennesima fake news, governo chiarisca”

Una veduta aerea dello stabilimento dell'Ilva di Taranto ANSA/UFFICIO STAMPA QUESTURA DI TARANTO

La Commissione europea “non ha richiesto specifiche dismissioni” nel contesto dell'indagine sull'acquisizione dell'Ilva di Taranto da parte di ArcelorMittal,  socio di maggioranza di Am Investco, il consorzio di cui fa parte anche il gruppo Marcegaglia e che ha vinto la gara per l'acquisizione dell'acciaieria pugliese. Lo ha chiarito la commissaria Ue alla Concorrenza, Margarethe Vestager, nella lettera con cui ha risposto alle richieste di chiarimenti da parte dell'eurodeputata tarantina del Movimento 5 Stelle, Rosa D'Amato. Bruxelles smentisce dunque le voci, circolate con insistenza in questi mesi, secondo le quali l'Antitrust Ue avrebbe richiesto ad ArcelorMittal di vendere lo stabilimento della Magona di Piombino per rientrare nei limiti delle leggi europee sulla concorrenza. 

La questione di Piombino

ArcelorMittal, infatti, possiede diverse acciaierie sparse per i paesi Ue e con l'acquisto di un grande stabilimento come l'Ilva di Taranto potrebbe ottenere una posizione di quasi monopolio del settore dell'acciaio in Europa. Da qui, l'ipotesi di vendere l'impianto di Piombino, che potrebbe passare nelle mani del gruppo Arvedi. In ballo ci sono i posti di lavoro di 400 dipendenti. Ma Vestager chiarisce che non spetta a Bruxelles indicare come un'impresa debba rispettare le norme antitrust: “Il compito della Commissione – si legge nella lettera – è di identificare se la transazione proposta (dalle autorità italiane, ndr) sollevi preoccupazioni sulla concorrenza. E' responsabilità delle imprese coinvolte decidere come far fronte a queste preoccupazioni”. 

M5s: "Fake news sulla pelle dei lavoratori"

Per D'Amato, “la Commissione nega dunque tutte le voci di corridoio che in questi mesi hanno parlato di richieste specifiche da parte di Bruxelles per la dismissione dell'impianto di Piombino, di proprietà di ArcelorMittal, e per modifiche nella composizione del consorzio Am Investco, con l'uscita del gruppo Marcegaglia”. 

“Evidentemente – continua – siamo dinanzi all'ennesima fake news sull'Ilva e sui giochi di potere che si stanno consumando in Italia e in Europa ai danni dei cittadini di Taranto e, aggiungo, dei lavoratori dell'impianto di Piombino. Bruxelles non c'entra nulla con questi giochetti, ha chiarito Vestager. E' il governo che si sta occupando della vicenda e di tutto cio' che comporta la vendita di Ilva”.

“E' ora di dire basta – conclude D'Amato – Calenda e il governo la smettano di prendere in giro i cittadini e dicano con chiarezza quali sono le carte sul tavolo. E lo facciano prima dell'8 aprile, ossia della data in cui scadranno i termini dell'indagine antristrust della Commissione. Non vorrei che la mancanza di trasparenza cui assistiamo non sia altro che un tentativo di nascondere il fallimento del governo in tutta l'operazione Ilva”. 

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