Germania: "Il debito comune Ue proseguirà dopo la pandemia"

Lo ha detto Olaf Scholz, ministro tedesco dell'Economia e candidato alla successione di Merkel. La condivisione dei rischi è stato uno dei punti critici nel raggiungimento di un accordo sul Recovery fund

Il ministro dell'Economia tedesco Scholz tra il commissario Gentiloni (a sinistra) e il ministro Gualtieri (a destra)

È stata uno dei punti più avversati dai cosiddetti 'frugali', oltre che da buona parte del centrodestra tedesco. Ed è stato introdotto in via emergenziale per far fronte alle gravi conseguenze economiche della pandemia. Ma adesso, il debito comune dell'Ue, introdotto per finanziare il Recovery fund, potrebbe diventare uno strumento fisso della politica di bilancio europea. Tanto più se a dirlo è Olaf Scholz, attuale ministro dell'Economia del governo di Angela Merkel e candidato in quota socialista proprio alla successione della Cancelliera. 

In un'intervista rilasciata al gruppo editoriale Funke, Scholz ha detto che il debito comune emesso dall'Ue "continuerà" oltre l'emergenza e "forse" costituisce "il maggiore cambiamento" nell'Unione europea dall'introduzione dell'Euro. Come riferisce il quotidiano "Handelsblatt", per Scholz, la comunitarizzazione del debito "non è un fuoco di paglia legato alla crisi". Inoltre, il Fondo per la ricostruzione dell'Ue è "un autentico passo avanti per la Germania e l'Europa da cui non si torna indietro". Nel complesso, ha sottolineato Scholz, "sono tutti cambiamenti profondi, forse i più grandi dall'introduzione dell'Euro". Per il ministro delle Finanze tedesco, "ora si dovrà inevitabilmente discutere delle entrate comuni dell'Ue, che potrebbero migliorare la capacità di azione dell'Unione europea".

Il riferimento è alle cosiddette "risorse proprie" dell'Ue, ossia quelle che Bruxelles chiede di poter ricevere senza passare dai contributi nazionali. Per il momento, nell'accordo sul Recovery fund, l'unica entrata diretta su cui c'è un'intesa è quella della tassa sulla plastica, che dovrebbe scattare nel 2021. Ma sul tavolo delle proposte, elaborate già anni fa dall'ex premier italiano Mario Monti, ci sono anche imposte molto delicate per gli equilibri politici dell'Ue come quella sulle multinazionali (una sorta di tassa unica d'ingresso che ridurrebbe il 'peso' degli sconti fiscali concessi da Paesi come Olanda, Lussemburgo e Irlanda).

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Scholz sa bene che tale tassa troverebbe forti opposizioni e per questo, tra gli esempi citati, parla di risorse proprie derivanti dal "commercio di quote di emissioni nel trasporto marittimo e aereo" e dalla "tassazione delle transazioni finanziarie o delle piattaforme digitali". Infine, nella sua intervista, Scholz ha anche affrontato il tema della governance dell'Ue, proponendo delle norme sul voto nel Consiglio europeo. Secondo Scholz, infatti, "l'Unione europea ha bisogno dell'opportunità di agire insieme". Tuttavia, ciò "richiede decisioni a maggioranza qualificata in politica estera, fiscale o di bilancio invece della necessità dell'unanimità", prevista per l'appunto per queste materie (ma non per tutte).

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