Frodi sugli acquisti online, il Parlamento Ue lancia gli "ispettori della rete"

La commissione Mercato interno ha approvato il "pacchetto merci", una serie di proposte per rafforzare i controlli sui beni venduti nei paesi europei. E non solo sul web

 Troppi criteri, nessun controllore. In Europa la vendita di merci e prodotti rappresenta un rischio per la salute del cittadino-consumatore, e il Parlamento Ue intende correre ai ripari. La commissione Mercato interno ha approvato il ‘pacchetto merci’, l’insieme delle proposte di legge che intende rimettere mano al mercato unico. Il 32% dei giocattoli e il 58% degli apparecchi elettronici ispezionati risulta non conforme ai requisiti comunitari. Colpa di maglie troppo larghe, che l’organismo parlamentare chiede di stringere.

“Prodotti non sicuri e non a norma sono ancora una realtà nel mercato europeo”, denuncia Nicola Danti (Pd/S&D), relatore della proposta sulla conformità delle merci. “La presenza sul mercato di prodotti non conforme alla nostra legislazione mina la fiducia dei consumatori nei prodotti disponibili sul mercato, pone rischi per molti altri interessi pubblici e crea concorrenza sleale per le imprese che rispettano le regole”.

La Babele dei controlli

Il problema di fondo è che la vigilanza del mercato è lasciata troppo alla competenza degli Stati membri. Il risultato, lamentano gli europarlamentari, è un sistema frammentato e confuso. In tutta l’Ue si contano “oltre 500” autorità responsabili per il controllo di ciò che viene venduto, che spesso neppure dialogano tra loro. Si chiede perciò maggiore scambio di informazioni tra Authorities.

Gli ispettori della rete

Per gli acquisti su internet si intende porre Stati membri e imprese di fronte alle proprie responsabilità. La commissione Mercato interno esorta i governi a garantire “un'adeguata sorveglianza” del mercato dei prodotti venduti on-line, così da proteggere la salute e la sicurezza dei consumatori. I Ventotto dovranno creare appositi ispettori della rete e assicurarsi che ve ne siano in numero sufficiente per condurre tale attività.

I prodotti pericolosi

Ancora, vanno superate le diverse concezioni nazionali su cosa è pericoloso e cosa non lo è. Per questo la commissione Mercato interno intende fissare il principio del riconoscimento reciproco, secondo cui un bene commercializzato legalmente in uno Stato membro non deve essere vietato in un altro Stato membro. Ciò però presuppone una metodologia comune per la valutazione dei rischi e condizioni uniformi per i controlli su specifiche categorie di prodotti, proprio quello chiesto col voto della commissione. “La proposta aumenterà la certezza del diritto per i produttori e migliorerà la cooperazione amministrativa tra le autorità nazionali”, assicura Ivan Stefanec, relatore della proposta per il riconoscimento reciproco.

Quanto alle società operanti sul mercato, a tutte queste – sia che si tratti di imprese Ue sia che si tratti di imprese extra-comunitarie che vendono in Europa – dovranno designare una persona di riferimento nel territorio dell'Ue che possa essere contattata direttamente per le questioni di conformità e porre rimedio a “qualsiasi caso” di irregolarità.

I due responsabili della commissione Mercato interno sono adesso pronti a intavolare i negoziati con il Consiglio. Servirà però il via libera dell’Aula del Parlamento, atteso nelle prossime settimane.

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