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Lunedì, 28 Novembre 2022
Lavoro

L'Ue difende il reddito di cittadinanza: "Toglierlo non serve, aiutare di più i lavoratori poveri"

Bruxelles propone una serie di criteri per migliorare l'adeguatezza dei sussidi contro la povertà. Non solo in Italia

La Commissione europea si schiera in difesa del reddito di cittadinanza. Nel presentare la nuova proposta volta rafforzare i regimi di reddito minimo in tutto il blocco, il commissario Ue al Lavoro, Nicolas Schmit ha ricordato il ruolo che la misura adottata dal primo governo Conte sta avendo nell'affrontare il tasso di povertà in Italia. 

Se nel Belpaese si toglie il reddito di cittadinanza "con che cosa lo si sostituirebbe?", si è chiesto rispondendo alle domande dei giornalisti. "Se lo si elimina di punto in bianco facendo in modo che chi non ha accesso al lavoro si trovi in una situazione di povertà e totale privazione nella speranza che si precipitino sul primo lavoro che trovano, credo non funzionerebbe", ha aggiunto. Nel documento di lavoro che accompagna la proposta (tecnicamente una comunicazione) sul rafforzamento del reddito minimo, del resto, Bruxelles sottolinea come le misure generali dell'Italia per ridurre la povertà siano state inefficaci negli ultimi anni. Mentre l'introduzione del reddito di cittadinanza, anche se non espressamente citato, ha migliorato il livello di copertura della popolazione in stato di necessità. 

Diverso il discorso su come riformare il reddito di cittadinanza: "Se non c'è un chiaro schema di inserimento nel mercato del lavoro si incorre il rischio che queste persone non trovino nessun lavoro", ha detto Schmit, riferendosi comunque al più ampio problema di come migliorare le politiche sociali in tutta Europa: "L'incitamento al lavoro deve fare parte integrante della politica in materia di reddito minimo". Come farlo? A chi in Italia propone di abbassare l'assegno, il commissario Ue replica indicando un'altra strada: "Ci possono essere effettivamente dei pericoli, di avere delle persone che non accettano il lavoro" per paura di perdere il reddito, ma "spetta agli Stati membri mettere in campo delle misure e soprattutto dei servizi all'impiego, affinché effettivamente il lavoro sia la vera prospettiva ". Per esempio, spiega, si può pensare di "associare il reddito minimo al salario ricavato dall'impiego" a tempo parziale, almeno "per un certo periodo di tempo", per non annullare l'incentivo a trovarsi un'occupazione.

La proposta di Bruxelles, dunque, è quella di allargare i sussidi anche per aiutare i cosiddetti lavoratori poveri, coloro che, pur con una occupazione, si ritrovano al di sotto della soglia di povertà, e combinando "il sostegno al reddito con il reddito da lavoro per periodi più brevi, ad esempio durante il periodo di prova o i tirocini". Quella di sostenere i lavoratori poveri è un'esigenza che sta emergendo con ancora più forza "nell'attuale contesto di aumento dei prezzi dell'energia e dell'inflazione a seguito dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia". A oggi, anche "se il reddito minimo esiste in tutti gli Stati membri, le variazioni in termini di adeguatezza, portata ed efficacia nel sostenere le persone sono significative". Per migliorare l'adeguatezza, i governi dovrebbero "utilizzare una metodologia solida e trasparente"  per calcolare gli assegni che "risponda gradualmente una serie di criteri" di adeguatezza, come la soglia nazionale di rischio di povertà o un paniere di beni e servizi essenziali come alimentazione, alloggio e assistenza sanitaria.

Inoltre, Bruxelles propone di "accompagnare il sostegno al reddito migliorando l'accesso ai servizi abilitanti – come l'istruzione e la cura della prima infanzia, l'assistenza sanitaria, l'assistenza a lungo termine e l'alloggio – e ai servizi essenziali – come l'acqua, i servizi igienico-sanitari, l'energia, i trasporti, i servizi finanziari e le comunicazioni digitali". Tutto questo, senza dimenticare chiaramente l'incentivo al lavoro, che va fa fatto attraverso "il supporto per migliorare le competenze, per cercare un lavoro e per mantenerlo", anche con "un supporto post-collocamento". La comunicazione della Commissione trova d'accordo, inevitabilmente, il M5s: “Altro che smontato o cancellato, il reddito di cittadinanza è uno strumento utile al contrasto alla povertà e per la Commissione europea va potenziato e rafforzato come vuole il Movimento 5 stelle", dice l'eurodeputata Sabrina Pignedoli. 

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