"Noi cechi vogliamo l'Euro. Ma temiamo l'Italia: ha troppo debito"

Intervista all'eurodeputato popolare Tomáš Zdechovský. Che bacchetta il nostro Paese: "Rischia di provocare una crisi come nel 2009". Il reddito di cittadinanza? "Misura comunista"

L'eurodeputato Tomáš Zdechovský

Ha studiato in Italia, presso una congregazione religiosa. E di quegli anni conserva l'amore per il Belpaese. Ma guai a parlargli del governo gialloverde (e anche dei precedenti esecutivi Pd): per lui, Tomáš Zdechovský, eurodeputato popolare della Repubblica Ceca, è colpa anche delle politiche economiche condotte negli utlimi anni a Roma se il suo Paese non è ancora entrato nell'Eurozona.  

“Siamo pronti al dialogo con la Commissione europea sull’entrata nell’Euro della Repubblica Ceca - dice Zdechovský - ma non è possibile quando l’Italia e altri Paesi, come Spagna e Grecia, non sono pronti a fare qualcosa con i problemi economici che hanno”. Sotto accusa il debito pubblico nostrano e le politiche a suo giudizio spregiudicate dell'attuale maggioranza. Per l’esponente del Partito popolare europeo, di cui fa parte anche Forza Italia, sostiene che il governo di Roma non faccia abbastanza per rimettere in ordine i propri conti pubblici e che questo possa portare al ripetersi di una “crisi economica nell’Unione europea come nel 2009 e per la Repubblica Ceca è un grande rischio”. 

Zdechovský se la prende anche con il reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle, che sarebbe una “proposta naïf, che non funziona”. L’europarlamentare ceco cita gli esempi di Finlandia e Svezia che metterebbero in evidenza l’inadeguatezza di questa misura. E conclude: "Diciamocelo, questo reddito di cittadinanza è anche un po’ comunista”. Che dalle parti di Praga è tutto fuorché un complimento.  

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