Dalla Cina ma senza inganni: la Ue lancia un nuovo arsenale anti-dumping. Dazi più alti e più rapidi

Il Parlamento europeo ha approvato oggi la nuova normativa anti-dumping. Apertura ai dazi anche per il dumping sociale e ambientale, un help desk per le piccole e medie imprese e spazio ai sindacati nella gestione delle denunce di pratiche sleali

EPA/DAVID CHANG

Dazi più elevati, indagini più brevi e trasparenti e presa in considerazione anche del dumping sociale ed ambientale. Il Parlamento Ue ha dato oggi il suo via libera definitivo alle nuove regole anti-dumping europee che puntano a rafforzare gli strumenti comunitari per far fronte ad importazioni di prodotti a prezzi bassi grazie a dumping e sovvenzioni statali. Il nome di Pechino non viene mai fatto, ma è chiaro che l'obiettivo prioritario dell'iniziativa è quello di contrastare le pratiche commerciali sleali cinesi.

Le novità del nuovo arsenale Ue antidumping

Oltre ad accelerare i tempi delle indagini, queste verrano aperte anche al contributo dei sindacati mentre un help desk per le piccole e medie imprese verrà attivato per facilitare loro la presentazione dei reclami e il seguimento delle inchieste. Per rendere il meccanismo più efficace e completo, verranno monitorati tutti i prodotti che arrivano nell'Ue dal momento in cui un'indagine viene notificata fino al suo effettivo inizio e, inoltre, il modello verrà esteso alle piattaforme continentali, come le piattaforme petrolifere (in modo da comprendere anche l'acciaio usato per i tubi) e alle zone economiche esclusive.

Riconosciuto il dumping sociale ed ambientale

Quanto all'ammontare delle sanzioni, i costi per l'industria dell'Ue derivanti da accordi internazionali in materia di lavoro e ambiente si rifletteranno nel calcolo dei dazi, aprendo quindi la casistica riconosciuta anche al dumping sociale ed ambientale. 

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