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Giovedì, 18 Agosto 2022
Aeroporti

Ancora scioperi dei voli, a incrociare le braccia stavolta sono i lavoratori EasyJet

Nove giorni di mobilitazione che colpiranno i viaggi da e verso la Spagna. La protesta dei piloti contro i salari non adeguati al costo della vita

Nove giorni di interruzione del lavoro spalmati nelle calde giornate di agosto, in piena alta stagione per il traffico di turisti. L’annuncio dei piloti EasyJet che lavorano negli aeroporti spagnoli è destinato a provocare malumori non solo ai piani alti della compagnia aerea low cost con sede in Svizzera, ma anche ai tanti passeggeri che avevano prenotato un biglietto nei giorni in cui lo staff incrocerà le braccia. Le giornate di agosto in cui sono previste cancellazioni o ritardi vanno dal 12 al 14, dal 19 al 21 e dal 27 al 29 agosto. Tre scioperi di 72 ore ciascuno, tutti parte della medesima vertenza.

Lo sciopero si potrà evitare solo se la compagnia verrà incontro alle richieste dei dipendenti. Al netto dei dettagli, ciò che vogliono i piloti è il ritorno alle condizioni di lavoro precedenti alla pandemia. L'Unione spagnola dei piloti di linea (Sepla) chiede inoltre che EasyJet rinegozi coi suoi piloti nuovi contratti pluriennali. Lo sciopero, ha fatto sapere il sindacato, “è l'ultima risorsa possibile, poiché tutti i tentativi dei rappresentanti dei piloti di raggiungere un accordo sono falliti”. La mobilitazione segue sei mesi di trattative che hanno portato a un nulla di fatto. 

In risposta alla convocazione dello sciopero, EasyJet ha affermato di essere “delusa da questa azione in un momento critico per il settore” e ha ricordato che i negoziati sono ancora in corso. 

L'estate nera delle low cost: tra scioperi e caos aeroporti, cosa succede

Il ripristino degli orari e, soprattutto, delle condizioni salariali pre-Covid è una richiesta ricorrente tra i diversi staff delle varie compagnie low cost di tutta Europa. A metà luglio anche i piloti belgi e francesi di Ryanair hanno fatto una battaglia sindacale per ottenere lo stesso obiettivo e sbarazzarsi dei contratti firmati durante la pandemia e che hanno decretato un taglio del 20% dei salari dei piloti. Condizioni accettate a malincuore dallo staff, che ha però preferito conservare il posto di lavoro nonostante il taglio in busta paga. Ma col ritorno al traffico aereo a pieno regime e con l’aumento dell’inflazione, i nuovi stipendi sembrano inadeguati per buona parte dei piloti europei.

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