“I dipendenti di Amazon costretti a lavorare nonostante infortuni”

Un'inchiesta del Guardian accusa la compagnia di non riconoscere i problemi fisici dei suoi operai per non pagare le spese mediche e per costringerli a restare nella catena di produzione

Ansa EPA/FRIEDEMANN VOGEL

La velocità per Amazon è tutto, e per questo non possono esserci ritardi in quella che è, a quanto pare, una delle “catene di montaggio” più frenetiche del mondo. Migliaia di oggetti ogni giorno vengono impacchettati, etichettati e spediti in ogni nazione da operai che lamentano spesso condizioni di lavoro estenuanti. Al punto tale che alcuni di loro sarebbero anche costretti a lavorare nonostante infortuni che vengono negati dalla compagnia, che non vuole perdere una forza lavoro o addirittura pagare per le sue spese mediche.

L'inchiesta

È l'accusa che arriva da un'inchiesta del Guardian che racconta, tra gli altri, il caso di Michelle Quinones, lavoratrice in uno stabilimento in Texas, negli Stati Uniti, a cui a causa del lavoro era venuta una Sindrome del tunnel carpale, una malattia che comporta l'infiammazione dei tendini della mano. Diverse volte era stata nell'infermeria dell'azienda ma ogni volta veniva mandata di nuovo a preparare e spedire pacchi fino a quando nel novembre del 2017 il problema si aggravò al punto tale che poteva solo essere risolto con un'operazione. Ma la compagnia di assicurazione di Amazon ha rifiutato di riconoscere l'infortunio e la donna alla fine ha potuto operarsi soltanto lo scorso febbraio, dopo oltre un anno di battaglia legale. E così nel frattempo non ha potuto lavorare né essere curata. “Sono stati 17 mesi lunghissimi, ho perso tutto, anche io mio appartamento, e sono dovuta tornare in New Jersey”, ha raccontato al giornale.

Non un caso isolato

Il suo avvocato, Kim Wyatt, esperto in cause di lavoro, ha affermato che non si tratta di un caso isolato ma che ha rappresentato diverse volte lavoratori con problemi simili. "Molti dei casi che riguardano Amazon sono casi di lesioni ripetitive. Fondamentalmente le persone per loro sono solo un componente per l'industria della produzione di massa", ha detto Wyatt.

La difesa dell'azienda

L'azienda il cui fondatore e presidente, Jeff Bezos, è ormai una delle persone più ricche del mondo con un patrimonio personale stimato in oltre 148 miliardi di dollari, nega queste accuse. In una mail al giornale un suo portavoce ha spiegato che “i dipendenti sono il cuore e l'anima delle nostre operazioni e lavoriamo sodo per garantire che gli venga fornito un ambiente di lavoro sicuro, confortevole e moderno, nonché opportunità per la mobilità verso l'alto".

Potrebbe interessarti

  • Crociere da record, 7 milioni passeggeri nell'Ue: Italia prima destinazione

  • "Provoca terremoti", chiude il più grande giacimento di gas naturale d'Europa

  • Sciopero Ryanair a fine agosto, ecco perché i piloti minacciano lo stop di 48 ore

  • Alta velocità Napoli-Bari, oltre 100 milioni dalla Commissione Ue

I più letti della settimana

  • "Provoca terremoti", chiude il più grande giacimento di gas naturale d'Europa

  • Alta velocità Napoli-Bari, oltre 100 milioni dalla Commissione Ue

  • Crisi governo, Bruxelles 'promuove' Conte: "Ha fatto bene in contesto problematico"

  • "Il reddito di cittadinanza anche a noi", in Belgio favorevoli 6 su 10

  • Carbone, 5 Paesi Ue continuano a produrlo. Dal 1990 consumo dimezzato

  • Migranti, la Lega musulmana all'Ue: "Aiutare l'Italia"

Torna su
EuropaToday è in caricamento