Lega, sinistra e verdi uniti: "No ad accordo Ue-Vietnam, viola i diritti umani"

L'Eurocamera ratifica l'intesa commerciale con il Paese asiatico che porterà alla progressiva eliminazione del 99% dei dazi commerciali tra i due mercati. Pd spaccato, M5s vota a favore

La Lega di Matteo Salvini al fianco della sinistra e ai verdi. E' quanto successo a Strasburgo, dove il Parlamento europeo ha ratificato l'accordo commerciale tra Ue e Vietnam che permetterà di eliminare praticamente tutti i dazi commerciali tra i due mercati nel giro di dieci anni. Un accordo salutato con favore da un pezzo del Pd, dal Movimento 5 stelle e da Forza Italia, ma che per il gruppo dei sovranisti Identità e democrazia, guidato proprio dal Carroccio, e per il fronte progressista composto da Gue e Greens, viola i diritti umani. Con timori anche per la tenuta di produzioni locali come quella del riso italiano. 

Cosa prevede l'accordo  

Secondo l’eurodeputato belga Geert Bourgeois, relatore del Parlamento sul testo, l'accordo con il Vietnam consentirà di aumentare gli scambi tra le due economie in maniera esponenziale. Il Paese asiatico è in forte ascesa economica e secondo Bourgeois il trattato farà crescere di 8,3 miliardi di euro l’anno le esportazioni Ue verso il Vietnam. “Ovviamente, ogni miliardo di esportazioni equivale a circa 14mila nuovi posti di lavoro ben pagati nell’Unione europea”, precisa il belga. “Le esportazioni dal Vietnam verso l’Ue dovrebbero invece crescere di 15 miliardi all’anno”, aggiunge.

A oggi, le principali esportazioni europee verso il Vietnam sono prodotti ad alta tecnologia, come macchinari e attrezzature elettrici, aeromobili, veicoli e prodotti farmaceutici. Le principali esportazioni del Paese asiatico verso l'Ue invece sono apparecchi telefonici, prodotti elettronici, calzature, tessuti e abbigliamento, caffè, riso, frutti di mare e mobili.

L'accordo si estende anche a servizi come le banche, il trasporto marittimo e le poste, per i quali le aziende dell'Ue avranno un migliore accesso. Le imprese europee potranno anche partecipare a gare d'appalto pubbliche del governo vietnamita e di diverse città, tra cui Hanoi. Una parte dell'intesa prevede poi la salvaguardia da falsi e imitazioni per una lista di 169 prodotti emblematici europei, come il Parmigiano reggiano, lo Champagne o il vino della Rioja.

Le garanzie su diritti e ambiente

Una delle principali preoccupazioni dei contrari all'accordo riguarda i diritti umani. In forza dell’accordo, il Vietnam sarà obbligato a implementare tutte le convenzioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro, e a integrarle nel suo codice del lavoro, spiega il Parlamento. “Per quanto riguarda l’ambiente - sottolinea Bourgeois - il Vietnam è vincolato all’accordo di Parigi”. “L’Ue sta lavorando per raggiungere la neutralità climatica e dobbiamo creare un livello di parità con gli altri Paesi”. “Ci aspettiamo lo stesso dagli altri - conclude - per cui l’accordo tocca anche l’aspetto climatico”.

Il fronte italiano del "sì"

La paura di squilibri commerciali tra le due economie è motivo di attrito tra le diverse famiglie politiche. Per il Movimento 5 stelle, “ il trattato commerciale Ue-Vietnam non è perfetto, ma rafforza l’export del made in Italy nel mondo”. Da qui la decisione di votare a favore della risoluzione finale. Del resto, il giudizio della capo delegazione pentastellata, Tiziana Beghin, è più positivo che negativo: quanto concordato tra Bruxelles e Hanoi “porterà a zero quasi tutti i dazi doganali sui vini e i formaggi italiani che oggi arrivano fino al 50%, per non parlare di quelli sulle auto che sfiorano l’80%”. “Verranno tutelate inoltre 169 Dop, Doc e Igp, di cui ben 38, il 22%, sono italiane”, spiega l’eurodeputata. 

Dello stesso avviso Massimiliano Salini, eurodeputato di Forza Italia, partito che insieme a buona parte del Pd (alcune defezioni) ha votato a favore dell'accordo: "Il Vietnam - sottolinea Salini - è un mercato da circa 100 milioni di consumatori e, con un interscambio di quasi 4 miliardi di euro (dati 2018), per l’Italia rappresenta il primo partner commerciale dell’Asean (Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico), mentre dal 2016 l’export italiano è aumentato del 24%. Una volta a regime, per il nostro Paese si stima che l’azzeramento dei dazi potrebbe portare ad un aumento medio delle esportazioni superiore al 3%", aggiunge.

Il no della Lega e di Fdi

Non tutti gli italiani, pero', concordano con questa visione positiva sull'accordo. La Lega e Fratelli d'Italia, in particolare, si sono schierati con forza contro l'intesa. Unendo la loro voce a quella degli eurodeputati del gruppo della sinistra radicale Gue e dei Verdi (tra l'altro in dialogo aperto con il M5s per un'alleanza proprio a Strasburgo). Per questo inedito fronte, l'accordo col Vietnam metterà ancora più a rischio i diritti umani nel Paese.

“L’Europa non tradisca i valori che proclama da sempre solo per pensare al proprio tornaconto economico”, tuona Danilo Oscar Lancini, esponenete del Carroccio. “Prima delle valutazioni commerciali - prosegue il leghista - va ricordato che è uno Stato politicamente repressivo in cui il partito comunista ha il monopolio del potere e non ci sono media indipendenti”. Oltre alle questioni dei diritti civili e umani, Lancini accusa l’Ue di incoerenza perché “impone sacrifici ai propri Paesi membri sull’ambiente”, mentre “in Vietnam il carbone è la principale risorsa per la produzione di energia elettrica e mancano progetti per la depurazione di acque industriali e del fiume Mekong, minaccia per i mari e per la salubrità di quel riso vietnamita a cui si vorrebbe concedere l’accesso a dazio zero in Europa”.

Le preoccupazioni sul riso

Il commercio del riso è uno dei capitoli su cui più insiste la Lega nel suo no all'accordo con il Vietnam. più sensibili di questo trattato: "Con l'ok di Strasburgo, l'Europa sarà invasa da una nuova ondata di riso straniero a dazio zero, con gravissime ripercussioni per i risicoltori italiani, che sono i primi produttori in Ue", dice la deputata Rosanna Conte. "L'Ue ha bisogno di accordi commerciali che ne soddisfino il fabbisogno e l'approvvigionamento - aggiunge - ma è importante che le importazioni rispettino quegli standard etici e di sicurezza sociale e alimentare che le nostre aziende garantiscono ai consumatori, altrimenti si favorisce la concorrenza sleale. Tutto questo non viene garantito dall'accordo con il Vietnam". 

Sulla stessa linea  il capodelegazione di Fratelli d’Italia, Carlo Fidanza. “Quello risicolo è un settore già sotto attacco da tempo, dopo gli accordi con Cambogia e Myanmar su cui dopo troppi anni persino una restia Commissione europea ha dovuto accettare di applicare la clausola di salvaguardia. L’immissione sul mercato europeo di ingenti quantitativi di riso vietnamita senza dazi si sommerà alla concorrenza sleale cambogiana rischiando di mettere in ginocchio i nostri produttori", conclude Fidanza.

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