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Venerdì, 21 Giugno 2024
Lo scandalo / Repubblica Ceca

"Politici a libro paga di Putin": così Mosca tenta di condizionare le prossime elezioni

La Repubblica Ceca ha chiuso il sito di notizie "Voice of Europe": gestito da un'oligarca ucraino filorusso sarebbe servito a pagare politici in mezza Europa per promuovere la causa di Mosca

Dopo il Qatargate, un nuovo scandalo corruzione potrebbe colpire il Parlamento europeo: diversi deputati, stando alle rivelazione del primo ministro belga Alexander De Croo, sarebbero coinvolti in un giro di finanziamenti occulti provenienti dalla Russia e volti a influenzare le prossime elezioni europee di giugno. Le rivelazioni arrivano dopo che il suo omologo ceco, Petr Fiala, ha annunciato la chiusura del sito web di notizie Voice of Europe: secondo le autorità di Praga, questo portale d'informazione sarebbe servito a Mosca per influenzare la politica europea, mentre un'inchiesta giornalistica del quotidiano ceco Denikn, che cita fonti di intelligence, parla di fondi elargiti a politici di sei Paesi europei, tra cui l'AfD, il partito tedesco che all'Eurocamera siede nel gruppo parlamentare della Lega.

Per il momento, non sono emersi nomi, ma le scoperte degli inquirenti cechi avrebbero fatto scattare le indagini in mezza Europa, per la precisione in Germania, Francia, Polonia, Belgio, Paesi Bassi e Ungheria. Secondo il quotidiano olandese NcrVoice of Europe, pur avendo sede in Repubblica Ceca, affonderebbe le sue radici nei Paesi Bassi, grazie a un imprenditore che ne ha finanziato le attività per diversi anni, prima di vendere le sue quote. Questo imprenditore, secondo Ncr, avrebbe collaborato con il leader di estrema destra Thierry Baudet nel 2016 per realizzare un referendum contro l'accordo di associazione tra l'Ue e l'Ucraina (patto preliminare per Kiev per chiedere l'adesione all'Unione europea).

Il vero deus ex machina di Voice of Europe, oggi, sarebbe un oligarca ucraino, tale Viktor Medvedchuk, tra i più strenui filorussi nel suo Paese e considerato un membro del cerchio magico di Vladimir Putin. Secondo quanto trapelato finora, se da un lato il sito web serviva a diffondere articoli critici nei confronti dell'Ue tanto sul Green deal e sull'immigrazione, quanto sul supporto a Kiev, dall'altro sarebbe stato usato per pagare politici in tutta Europa. Il sistema era semplice: i politici sarebbero stato intervistati a pagamento. Tra gli intervistati eccellenti ci sarebbero esponenti del Rassemblement National, il partito francese guidato da Marine Le Pen, e del Vlaams Belang (il partito di estrema destra in testa nei sondaggi in Belgio), ma anche il principale candidato dell'AfD alle elezioni europee, Maximilian Krah. Il fatto che questi politici siano stati intervistati non vuol dire che abbiano ricevuto fondi da Mosca. 

Le indagini sono in corso in 7 Paesi europei, e finora nessun politico ha ricevuto accuse formali. Ma a Bruxelles sono certi: i nomi prima o poi usciranno. E lo scandalo potrebbe avere un peso sulle prossime elezioni europee e sulle future alleanze post voto. 

Il sito di Voice of Europe risulta irraggiungibile, ma non i suoi account social: per esempio sul profilo X, seguito da oltre 180mila follower, sono ancora visibili i post. 

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