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Mercoledì, 17 Aprile 2024
L'accordo / Ungheria

Cade il veto di Orban, via libera ai 50 miliardi di aiuti all'Ucraina

Colpo di scena al Consiglio europeo dopo settimane di braccio di ferro, il presidente Michel: "Assumiamo la leadership nel sostegno al Paese". Kiev esulta: "Un passo di proporzioni storiche"

Viktor Orban non è nuovo ai colpi di scena, e anche questa volta non ha deluso le aspettative. Al Consiglio europeo di Bruxelles si prevedeva una battaglia campale di ore e ore per convincere il premier ungherese a dare il via libera allo sblocco di 50 miliardi di aiuti per l'Ucraina, con un'infinita miriade di bilaterali, incontri tecnici, e dibattiti interminabili per smuovere la posizione di Budapest. E invece praticamente dopo poco più d un'ora dall'inizio dei lavori è arrivata l'inaspettata fumata bianca.

"Abbiamo un accordo. Unità", ha esultato su X il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. "Tutti i 27 leader hanno concordato un ulteriore pacchetto di sostegno all'Ucraina da 50 miliardi di euro all'interno del bilancio dell'Ue. Questo garantisce all'Ucraina un finanziamento costante, a lungo termine e prevedibile. L'Ue sta assumendo la leadership e la responsabilità del sostegno all'Ucraina; sappiamo qual è la posta in gioco", ha aggiunto.

Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, si è detto ''riconoscente" al Consiglio europeo, parlando di "un passo di proporzioni storiche''. In un tweet Kuleba ha scritto che questa decisione ''dimostra che qualsiasi discorso su una presunta 'stanchezza' o 'calo di sostegno' è semplicemente falso''. Il capo della diplomazia di Kiev ha quindi aggiunto che ''l'Europa ha dimostrato ancora una volta la sua forza e capacità di prendere decisioni importanti indipendentemente dagli altri". "La Ue sta aprendo la strada e costituisce un esempio da seguire per il resto del mondo", ha poi aggiunto.

Per Kiev il via libera agli aiuti europei è una notizia importantissima, in un momento in cui il sostegno internazionale sembrava stesse diminuendo. Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, a ottobre aveva chiesto al Congresso quasi 106 miliardi di dollari per finanziare piani per l'Ucraina, Israele e la sicurezza dei confini statunitensi, ma i repubblicani, che controllano il Parlamento con una maggioranza risicata, hanno respinto il pacchetto. L'Ucraina dipende fortemente dall'assistenza economica dell'Occidente e ha ricevuto più di 73,6 miliardi di dollari dall'inizio dall'invasione russa del febbraio 2022. Kiev spende quasi tutte le sue entrate interne per il settore della Difesa e l'esercito, mentre le spese generali del settore del bilancio sono state ampiamente coperte dagli aiuti occidentali. Un solo giorno di combattimenti costa circa 136 milioni di dollari.

L'accordo a Bruxelles giunge dopo settimane di contrasti con Orban, che a dicembre aveva posto il veto sul pacchetto di aiuti e che minacciava di farlo di nuovo se non fossero state accolte le sue richieste. In cambio del sì agli aiuti europei all'Ucraina per i prossimi quattro anni Budapest chiedeva una revisione annuale della spesa con voto all'unanimità. Cosa che le avrebbe dato il potere ogni anni di inscenare di nuovo la stessa recita e bloccare i lavori e i soldi. I leader degli altri 26 Paesi membri sono stati compatti nel dire di no, e hanno concesso solo una discussione annuale del pacchetto e la possibilità di rivederlo tra due anni "se necessario".

Orban chiedeva anche l'estensione di fino al 2028 del Recovery Fund, il programma di aiuti che si concluderà nel 2026. Questo perché i suoi fondi sono ancora bloccati per la disputa sulle violazioni dello Stato di diritto in Ungheria. In realtà è questa la questione che più premeva al magiaro, che stava utilizzando il suo diritto di veto sul bilancio europeo per provare a sbloccare quest'altra partita. A dicembre la Commissione europea aveva sbloccato 10,2 miliardi di fondi di coesione, ma altri 21 miliardi di euro restano nelle casse di Bruxelles e dovrebbero restare tali fino a quanto la disputa non sarà conclusa.

Lo sblocco dei fondi all'Ucraina permette di arrivare al via libera della revisione del Quadro finanziario pluriennale (Qfp), il bilancio dell'Unione europea. Al suo interno per Kiev si prevedono 50 miliardi di euro, 17 dei quali come donazioni e 33 di prestiti garantiti dall'Ue. Nella proposta di revisione di medio termine del Qfp 2021-27 si prevede anche l'assegnazione anche di ulteriori 9,6 miliardi di euro al capitolo migrazioni e dimensione esterna, un capitolo che interessa molto all'Italia.

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