Fase 2, l’Ue ci crede: "Task force per uscire dal confinamento"

Ma la Commissione avverte che anche un graduale ritorno alla normalità porterà "inevitabilmente" all'insorgere di nuovi casi. E allora ecco le linee guida per non fare errori: "Coordinamento tra Paesi Ue e app che rispettino la privacy"

Foto Ansa - EPA/OLIVIER HOSLET

Per tornare alla normalità occorre creare “una struttura stile Task Force”, che riunisca i tanti “singoli punti di contatto” degli Stati Ue. È quanto sostiene la Commissione europea, che si prepara a tracciare una road map per uscire dal confinamento e tornare, “gradualmente”, alla normalità. Un piano che l’esecutivo Ue pensava di presentare la scorsa settimana, ma che ha dovuto fare i conti con il veto temporaneo degli Stati membri. Questi ultimi hanno infatti preteso dalla Commissione di essere informati sui contenuti del piano, al fine anche di evitare messaggi ambigui e contraddittori rispetto alle politiche nazionali di prevenzione del coronavirus e distanziamento sociale

Ripresa del settore dei trasporti 

Dato certo per l’esecutivo Ue è che qualsiasi tipo di allentamento graduale delle misure restrittive porterà “inevitabilmente” ad un corrispondente aumento di nuovi casi di coronavirus. Un elemento che ha convinto Bruxelles  a richiedere un monitoraggio costante accompagnato dalla consapevolezza che potrebbe essere necessario reintrodurre alcune misure, a seconda dell’andamento del contagio. Secondo la Commissione sarebbe un errore permettere a tutta la popolazione di tornare al posto di lavoro contemporaneamente. Più opportuno, secondo quanto si apprende, è partite dai settori meno minacciati e considerati essenziali per far ripartire l’economia, come quello dei trasporti. A proposito di spostamenti, Bruxelles sarebbe pronta anche a raccomandare il più rapido allentamento delle misure in materia a di trasporto individuale, a partire da quello sulle auto private. Una mobilità da privilegiare rispetto a quella dei trasporti pubblici, considerati ad alto rischio. 

Riaprire prima a livello locale

L'azione auspicata dall’esecutivo Ue dovrebbe essere graduale e volta a sostituire in modo progressivo le misure generali con provvedimenti mirati, in particolare per proteggere i gruppi più vulnerabili e mantenere la quarantena per le persone positive o con sintomi medi. Altra raccomandazione vede come destinatari i Governi, che devono essere in grado di sostituire lo stato d'emergenza generale con singoli interventi per assicurare il rispetto della democrazia e l’accettazione delle misure da parte della popolazione. Si chiede quindi di iniziare a togliere le misure di confinamento a livello locale per poi estendere la copertura geografica tenendo conto delle specificità nazionali.

App anti-contagio

Viene inoltre fatto un invito agli Stati a raccogliere dati in maniera sistematica al fine di sviluppare un registro affidabile. La Commissione, come chiarito da tempo in diverse conferenze stampa, intende incentivare l'uso di app per smartphone per il tracciamento degli spostamenti a rischio, ma usando sistemi che rispettino la privacy e non mettano in pericolo i dati degli utenti. Si fa infine un appello per lavorare all’obiettivo di espandere la capacità di test e armonizzare le metodologie di accertamento dei casi, aumentando la capacità e la resilienza dei sistemi sanitari e investendo sullo sviluppo di un vaccino sicuro ed efficace, che contribuisca a porre fine - una volta per tutte - al coronavirus.

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