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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Guerra in Ucraina

Dall'Ue ok alla controffensiva di Kiev: diritto a riprendere zone occupate (Crimea compresa)

Al Consiglio europeo arriva un chiaro segnale a sostegno dell’Ucraina. Bruxelles garantirà 1,5 miliardi al mese per aiutare il Paese invaso dalla Russia

I leader europei riuniti a Bruxelles hanno dato il via libera alla ‘riconquista’ dell’Ucraina. Il Paese occupato dalla Russia, si legge nelle conclusioni del Consiglio europeo, “ha il diritto di liberare e riprendere il pieno controllo di tutti i territori occupati entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti”. Questi ultimi non includono solo il territorio controllato da Kiev prima del 24 febbraio, ma anche le zone occupate dalla Russia dopo il conflitto del 2013, a partire dalla Crimea.

Dai Ventisette è arrivato anche un sostegno chiaro al governo di Kiev per far fronte alle esigenze dettate dalla guerra in corso. “L’Ucraina ha bisogno di un aiuto stabile e prevedibile”, ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella conferenza stampa al termine del summit. Il governo di Zelensky ha fatto sapere “di aver bisogno dai 3 ai 4 miliardi di euro al mese per avere abbastanza risorse per le esigenze di base”, ha aggiunto la presidente. Tali necessità, ha promesso von der Leyen, “verranno finanziate dall’Ue, dai nostri amici americani e dalle istituzioni finanziare”. Il contributo che arriverà dalla sola Unione europea “sarà pari a 1,5 miliardi al mese, per un totale di 18 miliardi per il prossimo anno”.

Better call Boris! Il tweet (poi cancellato) del governo ucraino

“L'Unione europea è determinata a sostenere i soccorsi, la ripresa e la ricostruzione dell’Ucraina”, si legge ancora nelle conclusioni dei leader. Di qui l’idea di “utilizzare i beni congelati per sostenere la ricostruzione dell’Ucraina”. Il riferimento agli asset sequestrati ai russi e alle altre persone sanzionate dall’Ue dall’inizio della guerra permetterà ora alla Commissione di “presentare opzioni in linea con il diritto dell'Ue e internazionale” per riutilizzare i beni congelati, un modello simile a quello usato in Italia per la lotta alla mafia tramite l’esproprio e la destinazione sociale dei beni sottratti alla criminalità.

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