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Domenica, 14 Aprile 2024
L'annuncio / Ucraina

Zelensky al vertice Nato per sbloccare munizioni e aerei

Il presidente ucraino fa pressioni perché gli alleati europei intensifichino il loro sostegno militare. E chiede l'aiuto di Stoltenberg

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha annunciato di aver invitato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky al vertice della Nato che si terrà i prossimi 11 e 12 luglio a Vilnius, in Lituania. Stoltenberg ha aggiunto che Zelensky ha accettato di essere presente di persona, come confermato da Kiev. Questa partecipazione ha sicuramente un valore non solo simbolico: sui media internazionali, sono circolati in questi giorni dei leak del Pentagono in cui l'amministrazione Usa esprimeva preoccupazione per i risultati sul campo dell'esercito ucraino. Kiev, di contro, chiede all'Occidente, e in particolare all'Unione europea, di fare di più nella forniture di munizione e armi. Il vertice di Vilnius potrebbe essere il modo per l'Alleanza atlantica di serrare la fila a sostegno di Zelensky.

 "Tutti gli alleati sono d'accordo sul fatto che l'Ucraina debba entrare a far parte della Nato", ha detto non a caso Stoltenberg arrivando alla base di Ramstein, in Germania, dove sono riuniti gli alleati dell'Ucraina per discutere dell'ulteriore supporto necessario ad affrontare l'aggressione russa. Stoltenberg si era recato ieri in visita a sorpresa a Kiev, altra mossa significativa per ribadire l'impegno dell'Alleanza pro-Kiev. A Ramstein, i Paesi della Nato "discuteranno della possibilità di fornire all'Ucraina vari tipi di aerei", ha anticipato il Segretario generale della Nato Jens Stoltenberg.

La Slovacchia e la Polonia hanno iniziato a consegnare all'Ucraina aerei Mig-29 di progettazione sovietica. Ma l'invio di moderni aerei di progettazione occidentale deve ancora essere discusso. Diversi Paesi hanno mostrato aperture e una decisione sarebbe possibile "prima dell'estate", ha affermato di recente il ministro della Difesa danese.

La fornitura di aerei da combattimento, così come di sistemi antimissili a lungo raggio, è strategica per compire i magazzini russi, che si trovano lontani dalla linea del fronte, e tamponare il vantaggio competitivo che ha tuttora Mosca sulle forniture militari, a partire dalle munizioni. Proprio la questione munizioni è diventata oggetto di tensioni crescenti tra Ucraina e Unione europea. L'Ue ha stanziato 2 miliardi di euro per rifornire Kiev e non restare con i magazzini vuoti. Ma il problema non sono tanto i soldi, quanto la capacità dell'industria bellica europea di produrre una straordinaria quantità proiettili e simili in tempi brevissimi. Ci sarebbe l'opzione di acquistare le munizioni all'estero, come in Corea del Sud, ma alcuni Paesi Ue, in primis la Francia, non vedono di buon occhio l'uso di fondi pubblici per alimentare imprese straniere, e non le proprie. Kiev ha già fatto sentire il proprio malumore: incontrando Stoltenberg, Zelensky lo ha esortato ad aiutarlo a "superare la riluttanza dei (nostri) partner riguardo alla consegna di determinate armi", munizioni comprese. 

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