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Foto di archivio

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La Serbia ferma la miniera dei cinesi da un miliardo di investimenti: violate norme ambientali

Belgrado ordina lo stop all'estrazione di rame e detta l'ultimatum: entro il 30 aprile il gruppo Zijin Mining dovrà mettere fine a tutte le irregolarità. L'azione dello Stato arriva dopo le proteste in piazza dei cittadini esasperati dall'inquinamento

La Serbia ha ordinato al gruppo minerario cinese Zijin Mining di interrompere l’attività estrattiva in corso nell'unica miniera di rame del Paese. La società asiatica si era impegnata a investire nello Stato balcanico 1,26 miliardi di dollari in cambio di una quota del 63% dei materiali estratti dal suolo serbo. Le autorità di Belgrado, inizialmente favorevoli al progetto, ieri hanno imposto lo stop accompagnato dalla richiesta di completare l’impianto di trattamento delle acque reflue. Tale struttura non è infatti conforme agli standard ambientali del Paese, hanno accusato le autorità serbe.

L'ultimatum di Belgrado

La ministra alle Infrastrutture, Zorana Mihajlovic, ha rivelato che a fine di marzo le autorità hanno ordinato alla succursale serba di Zijin Mining di interrompere i lavori nel sito minerario. “Lo Stato ha reagito alle denunce dei cittadini che vivono nelle vicinanze della miniera di Jama”, si legge in una nota di Mihajlovic. La ministra ha chiarito che alla società cinese è stato ordinato - oltre alla sospensione delle attività estrattive - l’urgente completamento dell’impianto di trattamento delle acque reflue per smettere di inquinare il fiume Pek, un affluente del Danubio. Il gruppo cinese “ha tempo fino al 30 aprile per mettere fine a tutte le irregolarità”, è stato l’avvertimento della ministra.

Le proteste popolari

Come ricordato dall’agenzia di stampa britannica Reuters, la Cina ha investito miliardi di euro in Serbia, principalmente sotto forma di prestiti agevolati per finanziare progetti autostradali ed energetici. Ma non tutte le opere affidate alle imprese cinesi o sovvenzionate da Pechino hanno soddisfatto le comunità locali. Sabato scorso migliaia di persone hanno infatti manifestato a Belgrado contro l’inerzia del Governo nel prevenire l'inquinamento causato principalmente dall'industria e dall'estrazione mineraria. Lo stop alla miniera, per quanto richiesto dalle persone che vivono nei pressi del sito, non deve essere stata una scelta facile per l’esecutivo serbo.

Il precedente

Solo la scorsa settimana, il gruppo Zijin Mining ha dichiarato di voler investire altri 408 milioni di dollari nel 2021 per revisionare, espandere e migliorare gli standard ambientali nelle sue miniere. Ora non è chiaro se tali impegni saranno confermati dopo lo stop all’attività estrattiva. La vicenda serba ricorda per certi versi la recente ribellione da parte dei nativi della Groenlandia che ospita il sito minerario di Kvanefjeld. Una terra ricchissima di uranio e per questo finita nel mirino delle superpotenze mondiali. Il progetto di Pechino di sfruttare le risorse si è però dovuto scontrare con il no della popolazione locale, che ha votato in massa le forze politiche ambientaliste contrarie al piano di estrazione mineraria.

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