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Sabato, 24 Febbraio 2024
Processo infinito / Belgio

Condannati i responsabili degli attentati di Bruxelles del 2016, uccisero 32 persone

Due uomini dichiarati innocenti. I giudici hanno rimandato a settembre il verdetto finale perché "hanno bisogno di riposo"

Giudicati colpevoli, ma ancora non si conosce la misura della loro condanna. Stiamo parlando degli attentatori che il 22 marzo del 2016 colpirono la capitale belga ed europea con due attacchi esplosivi: uno all'aeroporto di Bruxelles, l'altro nella metropolitana all'altezza della fermata Maelbeek. Dei dieci imputati, otto sono condannati per aver partecipato alle attività di un gruppo terroristico, mentre sono stati assolti i due fratelli Farisi. Molti di coloro che erano sotto processo erano già stati condannati in Francia per aver preso parte agli attacchi terroristici di Parigi mesi prima.

Salah Abdeslam giudicato colpevole

Il 22 marzo del 2016 a Bruxelles due bombe esplosero poco prima delle 8 del mattino nella sala partenze dell'aeroporto di Zaventem, provocando la morte di 16 persone. Poco più di un'ora dopo avvenne un'altra esplosione nella stazione della metropolitana di Maelbeek nel quartiere europeo di Bruxelles, vicino alle istituzioni dell'Unione europea. Altre 16 persone sono morte e diverse centinaia rimasero ferite, alcune in maniera molto grave. La condanna più in dubbio era quella per Salah Abdeslam. Lo scorso anno l'uomo è stato riconosciuto responsabile in Francia per gli attacchi con bombe e armi da fuoco a Parigi del novembre 2015 in cui morirono 130 persone. Abdeslam era rientrato in Belgio da Parigi dopo gli attacchi del novembre 2015, negando il coinvolgimento negli attentati di quattro mesi dopo a Bruxelles. Il tribunale belga invece lo ha condannato per omicidio e tentato omicidio anche in questo processo. I suoi avvocati sostengono da sempre la sua innocenza poiché si trovava già in carcere al momento degli attacchi.

Le altre condanne

Abdeslam venne arrestato quattro giorni prima degli attentati insieme a Sofien Ayari. Per quest'ultimo c'è stata una parziale assoluzione, perché è stata considerata solo la partecipazione alle attività di un gruppo terroristico, ma non l'omicidio. Alla tv pubblica belga Rtbf, il suo avvocato Laura Séverin ha dichiarato: "La Corte ha ritenuto che il signor Ayari avesse effettivamente la volontà di tornare in Siria al momento dei fatti. E quindi di non associarsi agli attacchi che sono stati commessi". È stato condannato per omicidio anche Mohamed Abrini, l'unico sopravvissuto del commando terroristico dell'aeroporto, soprannominato "l'uomo col cappello".

A differenza di Abdeslam, Abrini aveva ammesso il suo ruolo negli attentati, confessando di aver preparato gli esplosivi. Altri quattro uomini sono stati giudicati colpevoli di omicidio terroristico: Oussama Atar, Osama Krayem, Ali El Haddad Asufi e Bilal El Makhoukhi. Krayem era stato visto insieme all'attentatore della metropolitana che si era fatto esplodere a Maelbeek. Anche lui aveva uno zaino pieno di esplosivi ma non li ha fatti esplodere. Oussama Atar, un jihadista belga-marocchino ritenuto la mente che ha pianificato gli attacchi di Parigi dalla Siria, è stato processato in contumacia, ma si ritiene sia morto in Siria. Due uomini, un tunisino e un ruandese, sono stati assolti dall'accusa di omicidio ma sono stati condannati per partecipazione ad attività terroristiche, insieme agli altri sei. I giurati hanno invece assolto i fratelli Farisi da tutte le accuse. Secondo la giuria, avevano affittato e pulito l'appartamento che fungeva da nascondiglio per diversi terroristi, ma senza conoscerne le intenzioni.

Processo estenuante

La lettura del verdetto da parte dei 12 giurati effettivi è durata 5 ore, dopo 18 giorni di deliberazione, ma le luci nell'aula del tribunale della Corte di Giustizia di Bruxelles si spengono solo momentaneamente per una pausa estiva. Mancano infatti le sentenze: gli anni di carcere per gli imputati giudicati colpevoli verranno decisi solo a settembre. Laurence Massart, la presidente della corte d'assise, ha dichiarato al termine della lettura del verdetto che i giudici si sarebbero ritirati per prendere fiato dopo 7 lunghi mesi di dibattiti durante uno dei processi più complessi nella storia del Belgio e forse anche dell'Europa. Dopo 18 giorni di deliberazione, in cui sono stati tagliati fuori dal mondo, i giurati hanno optato per prendersi dei giorni di riposo e di riunirsi nuovamente il 4 settembre per iniziare il dibattito sulle sentenze del condannati. "Sono 8 mesi che tutti sono in viaggio, siamo tutti stanchi. Abbiamo tutti bisogno di riposo e di ricaricare le batterie perché emotivamente siamo tutti colpiti nel nostro essere da tutto ciò che abbiamo potuto sentire e vedere durante questa prova", ha dichiarato alla Rtbf l'avvocato Xavier Carrette, il legale di Ibrahim Farisi, che è stato assolto ieri. Anche dal lato di chi rappresenta le vittime c'è molta comprensione rispetto alla scelta dei giudici. "Bisogna pensare a questi giurati che non hanno visto le loro famiglie, i loro figli per 18 giorni per dedicarsi a un compito civico", ha dichiarato alla stampa belga Guillaume Lys, avvocato di diverse vittime degli attentati di Bruxelles: "Non possiamo che essere tutti d'accordo sul fatto che meritano un po' di riposo".

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