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Giovedì, 22 Febbraio 2024
Lo scandalo / Ungheria

L'Ungheria di Orban grazia chi aiutava un pedofilo

L'ex ministra della Giustizia Varga, promotrice della legge contro Lgbt e libri gender, ha concesso la grazia a un uomo condannato per aver coperto le violenze sessuali su 10 bambini. Lo scandalo ha travolto anche la presidente Novák

È una delle paladine delle battaglie del governo ungherese in difesa della famiglia tradizionale e contro la comunità Lgbt. Da ministra della Giustizia, ha promosso una legge volta a tutelare i bambini da libri considerati rischiosi perché impregnati delle cosiddette teorie gender. Peccato però che proprio in questa veste, Judit Varga, fedelissima del premier Viktor Orban e capolista del suo partito, Fidezs, alle prossime elezioni europee, abbia concesso la grazia a un uomo condannato per aver coperto gli abusi sessuali commessi nei confronti di dieci bambini. Un atto che è venuto alla luce in questi giorni e che ha provocato uno scandalo che ha travolto anche la presidente Katalin Novák, altra fedelissima di Orban, costretta a dimissioni. 

Secondo quanto scoperto dal sito di notizie ungherese 444, lo scorso aprile, Varga aveva concesso l'indulto a 25 criminali condannati per vari reati, tra cui un ex vicedirettore di un orfanotrofio vicino Budapest, che avrebbe dovuto scontare tre anni e quattro mesi di prigione per aver coperto gli abusi sessuali su almeno dieci bambini commessi dal suo superiore, costringendo le vittime a firmare una ritrattazione delle loro testimonianze iniziali, in cui denunciavano le violenze.

La notizia, inevitabilmente, ha fatto il giro del Paese, e lo scandalo è arrivato fino alla presidente Novák, rea di non essersi opposta alla grazia. Varga, che da ministra aveva difeso la legge anti-gender sottolineando che conteneva anche misure più stringenti contro la pedofilia, ha annunciato che non correrà più per un posto al Parlamento europeo. Novák si è invece dimessa da presidente. In un colpo, lo scandalo ha travolto le due donne più influenti della politica ungherese (e per mesi le uniche a ricoprire incarichi nelle istituzioni chiave del Paese).

Orban, che puntava in particolare su Varga in vista delle prossime europee, ha annunciato che verranno riviste le norme per impedire in futuro che un criminale condannato per reati di pedofilia possa venire graziato. Ma l'opposizione punta il dito contro lo stesso premier. "Sappiamo che in Ungheria nessuna decisione importante può essere presa senza l'approvazione di Viktor Orban", ha attaccato l'eurodeputata ungherese Anna Donath. Anche Orban "deve assumersi le sue responsabilità", ha scritto in un post sui social.

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